Pecetto – Alpe Fluh – Alpe Bil

Pecetto – Alpe Fluh – Alpe Bil (primo tratto del “Giro degli Alpeggi”)
Difficoltà: E
Tempo di percorrenza: 1:15.
Dislivello: 300 m.
Affollamento: Frequentato.
Segnavia: rosso-bianco, ben visibile lungo tutto l’itinerario.
Segnale del cellulare: Buono lungo tutto il percorso.
Acqua: sorgenti e fontane assenti, torrenti e pozze per rinfrescarsi nella parte alta.
Punti di appoggio:
– zona partenza: Centro Sportivo +39 346 534 7263;
– all’alpe Bil: Funivie Staffa – Alpe Bil – Passo di Monte Moro (tel: +39 0324 65050).

Collegamenti:

  • Sentiero Alpe Bil – Passo Moro-> clicca QUI
  • Sentiero Alpe Bil – Alpe Meccia – Alpe Sonobierg – Alpe Bil -> clicca QUI

Traccia GPS (scarica in formato GPX o KML):

 

Il sentiero è stato ripristinato nell’estate del 2020 grazie alla sezione del CAI di Macugnaga, che lo ha dedicato a Ugo Gozzi mediante una targa posta all’inizio del sentiero stesso.

Ripercorre parzialmente la vecchia traccia, un tempo molto più ripida, del sentiero utilizzato in passato per raggiungere l’Alpe Fluh da Pecetto.

Nel corso del 2016 i forestali regionali, con un intervento di pulizia del bosco, hanno rintracciato il sentiero fino al limite della piantagione di abeti e larici nata negli anni ’70 allo scopo di proteggere e consolidare il terreno dal rischio frane. Questo primo tratto di sentiero è stato lo spunto da cui ha preso vita l’idea di creare un percorso ad anello, il “Giro degli Alpeggi“, che permette di unire in un’unico percorso l’Alpe FLUH, l’Alpe BIL, l’Alpe SONOBIERG e l’Alpe MECCIA; idea ben presto realizzata grazie ai Volontari, agli amici, ed ai giovani del CAI.

La partenza si trova a poca distanza dal Centro Sportivo di Macugnaga, ed è ben servito dai parcheggi che si incontrano sulla destra poco prima dell’abitato di Pecetto.

Saliti al Centro Sportivo, si percorre un tratto di circa 200 metri della passeggiata, e si incontra sulla destra il cartello ed il segnavia rosso-bianco posto all’inizio del percorso, segnavia che ci accompagnerà lungo tutto il percorso.

Partenza Sentiero Alpe FLUHUna iscrizione sulla roccia, opera dello scultore Giuseppe “Baffo” Scaranto, schematizza la mappa del percorso:

Il primo tratto si sviluppa interamente all’ombra della pineta di abeti e larici, salendo con traversi e tornanti che ne addolciscono la pendenza.

Soltanto laddove non è stato possibile proseguire a mezza costa il sentiero si inerpica per la massima pendenza, ma rimane facile da percorrere grazie ai gradoni che rendono la salita più agevole.

Si prosegue di nuovo a mezza costa nella parte alta del bosco, superando agevolmente le piccole vallette erbose che permettono di intravvedere le rocce sovrastanti e il fondovalle, un centinaio di metri più in basso:

Raggiunto il limitare del bosco, un tronco di traverso indica che occorre svoltare decisamente a sinistra, per un tratto sulla massima pendenza attrezzato con gradoni:

Il sentiero prosegue quindi sulle balze erbose al di sopra del bosco, con lo sguardo che può ora spaziare dal Monte Rosa agli abitati di Staffa e di Pecetto.

Questo tratto, pur non presentando pericoli oggettivi, richiede una certa cautela in quanto il sentiero, a seconda delle condizioni, può risultare scivoloso:

Si raggiunge ben presto ad un primo punto panoramico dal quale è ben visibile l’abitato di Staffa:

Il sentiero prosegue sulla costa erbosa situata sul lato sinistro del vallone del Rio Tambach, ora ben visibile sulla destra: ambiente maestoso costellato da cascate, massi levigati dai ghiacci e tratti erbosi:

Si risale il costone erboso prestando attenzione al terreno a tratti scivoloso:

Si arriva ad un secondo punto panoramico, ancora più maestoso, dal quale si domina tutta l’alta valle Anzasca, il Monte Rosa, ed il vallone del Tambach con le sue mille cascate (attenzione a non sporgersi in quanto è un punto molto esposto).

Da notare che vi è un foro quadrato nella roccia, dove era fissata una croce in legno che puntava sul campanile di Chiesa Vecchia.

lasciato il punto panoramico, in breve si giunge al passaggio sulla destra che consente di scendere nel vallone:

Si attraversa un primo ruscello, e subito dopo un secondo, il quale forma una serie di vasche naturali, “Di Steinfassjini van di Götwiarchjini” (vaschette degli gnomi), ottime per rinfrescarsi dopo la salita:

il sentiero prosegue attraversando la conca del Tambach, disseminata dai segni delle imponenti valanghe invernali:

Dopo una breve risalita sul versante opposto del vallone, eccoci all’Alpe Fluh:

Come gli altri alpeggi di questo versante, si tratta di un pascolo erboso esposto a sud, leggermente scosceso, nel quale sono presenti i resti di alcune baite.

Il sentiero prosegue in direzione Est, entrando nel bel bosco che divide l’Alpe Fluh dall’Alpe Bil, che si raggiunge a breve, e che si attraversa passando appena al di sotto della sua parte pianeggiante:

per raggiungere infine il sentiero che porta a Pecetto, in prossimità del ponticello sul rio Tambach, sentiero Walser TMR:

Da qui è consigliato completare il “Giro degli Alpeggi”, proseguendo sul sentiero per il Passo Moro fino ad incontrare il bivio per l’Alpe Sonobierg, per poi raggiungere l’Alpe Meccia e infine scendere a Macugnaga percorrendo il sentiero “Spagnolli”.

Le descrizioni dei suddetti sentieri sono disponibili qui:

Si ringrazia Antonio Bovo per le informazioni.

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Belvedere – Rifugio Zamboni Zappa – Lago delle Locce

Belvedere – Rifugio Zamboni Zappa – Lago delle Locce
Difficoltà: E
Tempo di percorrenza: 1:15 (0.45 h al Rifugio Zamboni).
Dislivello: 300 m (150 m al Rifugio Zamboni).
Affollamento: Monto frequentato.
Segnavia: rosso-bianco-rosso, ben visibile lungo tutto l’itinerario.
Segnale del cellulare : Scarso fino a metà percorso, poi assente.
Acqua: sorgenti e fontane assenti.
Punti di appoggio, al Belvedere:
– Stazione Seggiovie +39 0324 65060
– Rifugio Wengwald Hutte +39 349 362 4403 www.wengwaldhutte.it
– Rifugio dei Ghiacciai +39 348 392 1260
all’alpe Pedriola:
– Rifugio Zamboni-Zappa +39 0324 65313 www.rifugiozamboni.com

Collegamenti:
– Sentiero per alpe Burky – Pecetto (reportage QUI)
– Sentiero Naturlistico (Belvedere – Roffersaffel – Burky)
– Sentiero Burki – Rosareccio – Zamboni (reportage QUI)
– Sentiero per il bivacco Marinelli

Traccia GPS (scarica in formato KML o GPX):

La piana della Pedriola è sicuramente uno dei luoghi più belli delle Alpi: sostare nell’ampio prato solcato da ruscelli e costellato da grandi massi, ammirando la maestosa parete est del Monte Rosa, costituisce la meta ideale di ogni escursionista.

Dal piccolo pianoro del Belvedere, il sentiero per la Zamboni è ben segnalato dai cartelli posti in prossimità di un grande masso:

Percorsi pochi metri si giunge ad un bivio:

sulla sinistra il sentiero per la Zamboni, mentre prendendo la deviazione sulla destra è possibile raggiungere il punto panoramico posto alla sommità del promontorio roccioso del Belvedere. Da qui, l’impressione è quella di essere sulla prua di una nave che solca il ghiacciaio, costringendolo a dividersi nei due rami che si aprono sotto di noi.

In entrambi i casi, si raggiunge in breve il bordo della morena.

Da qui, con la cautela necessaria ad affrontare l’instabilità intrinseca dell’ambiente glaciale, si scende sul sentiero che attraversa la coperta di pietre depositate sopra la superficie del ghiaccio.

Risaliti dalla parte opposta, si supera una prima morena più giovane e instabile, per poi ridiscendere brevemente e risalire sulla morena più antica, già ben colonizzata dalla vegetazione.

Il sentiero inizialmente percorre la cresta della morena

per poi scendere sul lato esterno quando la cresta diventa più instabile

poco più avanti è possibile vedere sula destra la piana dell’Alpe Pedriola, il Rifugio Zamboni-Zappa, e in secondo piano la morena dietro la quale si nasconde il Lago delle Locce

risaliti fin quasi in cresta alla morena, arriviamo alla deviazione per la Capanna Marinelli (3036 mt., per escursionisti esperti), posta nel bel mezzo della parete Est

si prosegue per il sentiero a mezza costa tra i Rododendri, per poi affrontare il breve tratto di salita che ci separa dal rifugio

e dallo stupendo pianoro retrostante

Da qui, merita sicuramente una visita la Cappelletta Pisati, che si trova sulla morena, a monte della breccia ben visibile sulla nostra destra. Da qui, la parete est appare ancora più maestosa, potendo lo sguardo abbracciarla per intero. E’ inoltre un punto di osservazione privilegiato per ammirare il Ghiacciaio del Belvedere ed i ghiacciai che un tempo lo alimentavano. A chi volesse approfondire, consigliamo la lettura dell’articolo  “Il ghiacciaio del Belvedere: glaciologia e botanica” e la visione del relativo video.

Sulla sinistra del rifugio parte il sentiero Burki – Rosareccio – Zamboni, QUI descritto, che costituisce un ottima alternativa di rientro, consentendo di godere appieno della maestosità dell’ambiente percorrendo un giro ad anello.

L’imbocco del sentiero per il lago delle Locce si trova ai piedi della Cappelletta Pisati, in prossimità del ponte sul torrente:

Dopo aver percorso la piana della Pedriola sul suo lato destro, il sentiero devia verso sinistra, poiché il sentiero percorribile fino a qualche anno fa è diventato troppo pericoloso a causa delle frequenti frane che avvengono sul lato interno della morena

Si sale quindi dalla valletta che solca la grande morena,

Foto Borca99

per giungere in circa 20′ nel magnifico anfiteatro naturale del Lago delle Locce.

Burky – Rosareccio – Zamboni

ALPE BURKY (m. 1581) – RIFUGIO ZAMBONI E ZAPPA (m. 2065) – [via Alpe Rosareccio – Piani Alti]

Codice: B43 + B47
Difficoltà: E
Tempo di percorrenza: 2:50 h (0:50 all’Alpe Rosreccio, 1.30 ai Piani Alti).
Dislivello: 589 m
Affollamento: Frequentato.
Segnavia: Rosso -bianco-rosso, ben visibile lungo tutto l’itinerario.
Denominazione: Sentiero B43 dai Burky ai Piani Alti, Sentiero “Saglio” dai Piani Alti alla Zamboni.
Segnale del cellulare : buono lungo tutto il percorso, labile nella conca di Pedriola.
Acqua: numerosi torrenti disseminati lungo tutto il percorso.
Punti di appoggio:
– Seggiovie Pecetto – Alpe Burky – Belvedere (+39 0324 65060)
– Rifugio Rodolfo Zamboni e Mario Zappa +39 0324 65313 www.rifugiozamboni.com

Collegamenti:
– Sentiero Belvedere – Rifugio Zamboni Zappa – Lago delle Locce (reportage QUI)
– Sentiero Opaco – Lago Secco – Alpe Rosareccio
– Sentiero Piani Alti – Colletto del Pizzo Nero
– Sentiero Alpe Rosareccio – Alpe Crosa

Traccia GPS (scarica in formato KML):

L’itinerario ha inizio pochi metri a valle della stazione intermedia della seggiovia nei pressi dell’alpe Burky.

Sulla sinistra della strada che risale i campi da sci invernali, un cartello indicatore invita ad inserirsi nell’alveo del torrente Pedriola

per attraversarlo in corrispondenza di una grata metallica e raggiungere il versante meridionale della valle.

Da qui ha inizio una ripida ma comoda traccia che districandosi tra le balze rocciose risale l’umida parete, dirigendosi con decisione verso sudest, supera un paio di rocce intagliate a balma

e prende velocemente quota offrendo saltuariamente panorami sempre più ampi sulla sottostante piana di Macugnaga.

Il sentiero si inoltra quindi in un bosco di larici spesso diradato dalle frequenti valanghe invernali per poi attraversare una breve zona acquitrinosa

e rimontare i ripidi pascoli che conducono alle baite dell’alpe Rosareccio, l’antica Drausa Regis, già citata in un documento scritto del 999.

La traccia non raggiunge le antiche casere, ma piega verso est; si incontrano quindi a breve distanza dapprima la deviazione per l’alpe Crosa, itinerario più breve ma più difficoltoso e meno affascinante per raggiungere l’alpe Pedriola,

e quindi l’arrivo del sentiero dedicato ad Antonio Lenzi, che giunge direttamente da Pecetto dopo aver oltrepassato il Lago Secco.

Il sentiero continua a dirigersi verso est, dapprima dolcemente, poi sempre più ripidamente, rimontando con numerose svolte il versante ricoperto di ontanelli.

Dopo aver attraversato alcuni piccoli ruscelletti, un ultimo deciso traverso verso ovest

sfocia sui verdeggianti prati dei Piani Alti, dai quali si raggiunge l’edificio abbandonato della vecchia funivia, in disuso dopo essere stata irreparabilmente danneggiata da una valanga nel 1975, edificato in ottima posizione panoramica.

Tralasciando sulla sinistra le indicazioni per l’impegnativa ascensione al Colletto del Pizzo Nero, il sentiero, che da qui in poi è stato dedicato alla memoria di Silvio Saglio, attraversa i selvaggi pascoli

e ricomincia nuovamente a salire per un breve tratto fino a rimontare un dosso

a partire dal quale la traccia si assesta in una lenta ma costante discesa in direzione ovest, costantemente caratterizzata da un affascinante panorama sul versante opposto della valle.

Dopo aver oltrepassato il sentiero che giunge dalla sottostante alpe Crosa e un profondo vallone proveniente dalla Punta Cesare Battisti,

un’ampia curva verso sud introduce la stupenda vista della parete Est del Monte Rosa

e il verdeggiante vallone di Pedriola

Un falsopiano e un’ultima breve discesa conducono direttamente nei pressi del rifugio Zamboni e Zappa.

Dall’alpe Pedriola, è poi possibile proseguire per il lago delle Locce oppure rientrare verso Macugnaga percorrendo il sentiero che sale dal Belvedere (QUI descritto),stazione di arrivo delle seggiovie.

Una volta raggiunto, in circa 40 minuti, il Belvedere, è possibile scendere con gli impianti (info e orari QUI), oppure percorrere il sentiero che scende a Pecetto, QUI descritto.

Si ringrazia Marco Piatti per la descrizione del sentiero.

Pecetto – Alpe Burky – Belvedere

Pecetto – Alpe Burky – Belvedere

Difficoltà: E (T fino all’Alpe Burky)
Tempo di percorrenza: 1:10 (0.30 h all’Alpe Burky).
Dislivello: 574 m (351 all’Alpe Burky)
Affollamento: Frequentato.
Segnavia: rosso-bianco-rosso, ben visibile lungo tutto l’itinerario.
Segnale del cellulare : Buono lungo tutto il percorso.
Acqua: Fontana all’Alpe Burky.
Punti di appoggio:
– Stazione Seggiovie +39 0324 65060 a Pecetto, al Burky e al Belvedere.
– Ristoro Paradiso +39 393 933 8769 https://www.ristoroparadiso.it/
– Agriturismo alpe Burki +39 338 165 7608
– Rifugio Wengwald Hutte +39 349 362 4403 https://www.wengwaldhutte.it/
– Rifugio dei Ghiacciai +39 348 392 1260

Collegamenti:
– Sentiero Naturlistico
– Sentiero Burki -Rosareccio – Zamboni (reportage QUI)
– Sentiero per Rifugio Zamboni – Lago delle Locce

Traccia GPS (scarica in formato KML o GPX):

L’itinerario, oltre ad essere una piacevole gita alla portata di tutti, costituisce il primo tratto della quasi totalità dei percorsi che abbracciano la testata della valle Anzasca, qui riassunti:

La vicina stazione di partenza della seggiovia, aperta praticamente tutto l’anno (informazioni al numero +39 0324 65060), offre una valida alternativa di avvicinamento per le gite più impegnative, inoltre dà la possibilità a persone con ridotta mobilità di portarsi a ridosso della maestosa parete Est del Monte Rosa e di raggiungere poi con pochi metri di cammino il ghiacciaio del Belvedere.

E’ possibile partire sia dalla stradina che sale in prossimità dei cartelli

sia dalla partenza della seggiovia, lungo quella che d’inverno diventa la pista da sci.

Salendo dalla stradina si costeggiano alcune ville tra i larici, e ben presto l’asfalto lascia il posto allo sterrato.

Dopo un primo bivio, al quale occorre tenere la sinistra:

si raggiunge la pista da sci, dalla quale, voltandosi verso sinistra, si vede il tratto del sentiero alternativo che sale dalla stazione di partenza della seggiovia.

Si prosegue sulla pista, passando con una doppia curva attraverso i muraglioni costruiti in passato per difendere il paese dalla minaccia di inondazioni.

In breve si supera un primo torrente,

e si sale seguendo la pista che si snoda nel bosco di larici.

Superato un tratto più ripido, il bosco lascia lo spazio agli ampi pascoli dell’Alpe Burky, e la vista può spaziare indisturbata sulle vette che compongono la maestosa testata della Valle Anzasca.

Sulla sinistra, prima del ponte sull’Anza, parte il sentiero Naturalistico, stupendo percorso che raggiunge il Belvedere inerpicandosi sul lato destro della valle, per poi costeggiare in quota le balze erbose che sovrastano il ramo destro del ghiacciaio, passare dall’Alpe Roffelstaffel, ed attraversare il ghiacciaio all’altezza dell’alpe Fillar.

Foto F. D’Adda

Proseguendo invece a sinistra, si attraversa il fiume e si riprende a salire tra i pascoli dell’Alpe.

Giunti in prossimità della stazione intermedia della seggiovia, sulla sinistra si notano i cartelli che indicano la partenza del sentiero per l’Alpe Rosareccio (reportage QUI), che costituisce un’ottima alternativa per chi vuole giungere al Rifugio Zamboni mediante un giro ad anello:

foto F. D’Adda

Dopo pochi metri si raggiunge la stazione intermedia della seggiovia ed il Rifugio Paradiso

Una stradina pianeggiante porta alle baite dell’alpe Burky vera e propria, e all’omonimo Agriturismo:

Il sentiero per il Belvedere prosegue inizialmente lungo la pista da sci,

per poi addentrarsi nel bosco tra la pista stessa e il tracciato della seggiovia, addolcendo la pendenza con alcuni tornanti

Giunti alla sommità di questo primo tratto, si attraversa la pista da sci per giungere al Rifugio Saronno, ed al suo stupendo pianoro.

Il sentiero prosegue nel bosco, sulla destra del rifugio

sale nel bosco per un breve tratto, sempre ben segnalato

per raggiungere dopo pochi minuti il Belvedere.

ed i suoi due rifugi “dei Ghiacciai” e “Wengwald Hutte”.

Da qui, salendo sulla destra si può ammirare il ramo di destra del ghiacciaio e la grande distesa degli alpeggi appartenenti all’oasi naturalistica, mentre percorrendo per pochi metri il sentiero in direzione Zamboni (reportage QUI), ben indicato dai cartelli,

si giunge allo spettacolare punto di osservazione sul ghiacciaio e sull’anfiteatro dominato dalla parete est del Monte Rosa, e completato sulla sinistra dalla punta Tre Amici, dalla Grober e dal Pizzo Bianco, e sulla destra dal piccolo e gran Fillar, dalla Torre di Castelfranco e dalla Cima Jazzi.

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Macugnaga – Alpe Meccia (Sentiero Spagnolli)

Sentiero Spagnolli (Macugnaga ville, m. 1374 – bivio sentiero Bil/Meccia, m. 1701)

Difficoltà: E
Tempo di percorrenza: 1.00 h al bivio, 1:20 all’Alpe Meccia, 2:00 all’Alpe Bil.
Dislivello: 380 m
Affollamento: Frequentato.
Segnavia: rosso-bianco-rosso, ben visibile lungo tutto l’itinerario.
Segnale del cellulare : Buono lungo tutto il percorso.
Acqua: Torrente in prossimità del punto di arrivo.
Punti di appoggio: Stazione Funivie (tel: +39 0324 65050) all’Alpe Bil.

Collegamenti: Sentiero Lenzi, Bil-Meccia-Sonobierg -> clicca QUI

Traccia GPS (scarica in formato KML o GPX):

L’itinerario ha inizio a Macugnaga, in cima a Via delle Ville, ovvero la strada che sale di fronte al residence Cima Jazzi e all’Albergo Macugnaga. L’imbocco del sentiero è ben indicato da un cartello, e percorre un vialetto ricavato tra due giardini.

01-imbocco

In prossimità dell’imbocco del sentiero è posta la targa che ricorda la dedica del sentiero a Giovanni Spagnolli

02-targa_Spagnolli

Dopo pochi passi si giunge ad un bivio, al quale occorre svoltare a destra, come ben indicato dalla segnaletica.

03-bivio

Si percorre la mulattiera lastricata, che sale dolcemente in uno stupendo bosco.

05-bosco

Salendo di quota, diversi scorci tra gli alberi offrono un suggestivo panorama sull’abitato di Staffa e sulla parete est.

06-panorama

Il sentiero addolcisce l’aumentata pendenza con dei tornanti,
07-tornanti
che ci portano in prossimità del vallone del Rio Testa, da cui lo sguardo può ammirare l’alpe Vittini, la Quarazzola e parte della Val Quarazza.
09-panorama

Il sentiero prosegue dapprima allontanandosi dal Rio Testa,

10-rientro_Bosco

quindi percorrendo un breve tratto sulla massima pendenza, in prossimità di alcuni grossi massi,

11-risalita_massi
Per poi riavvicinarsi di nuovo al Rio Testa con un tratto a mezza costa,

12-acqudotto

Dal quale si vede il Battel sopra di noi

13-vallone_con_vista

raggiungendo in breve il sentiero che dall’Alpe Bil porta all’Alpe Meccia.

14-arrivo_bivio

Da qui possiamo proseguire verso l’Alpe Meccia (15 min.), percorrendo poi lo splendido anello “Giro degli Alpeggi” che raggiunge l’alpe Sonobierg, per poi scendere all’Alpe Bil, all’Alpe Fluh e quindi a Pecetto, oppure svoltare  sinistra per raggiungere direttamente l’Alpe Bil (40 min.).
I sentieri sopra citati sono descritti QUI.

Dall’Alpe Bil possiamo poi scendere a Macugnaga per il sentiero classico di salita, QUI descritto, oppure prendere la deviazione per l’Alpe Fluh, percorrendo il sentiero che scende a Pecetto, QUI descritto.

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Alpe Bil – A. Meccia – A. Sonobierg (Sentiero Lanti)

Alpe Bil (m. 1707) – Alpe Meccia (m. 1807) – Alpe Sonobierg (m. 1918) – Alpe Bil

Difficoltà: E
Tempo di percorrenza: 40 min. all’Alpe Meccia, 30 min. dall’Alpe Meccia all’Alpe Sonobierg, 30 min. dall’Alpe Sonobierg all’Alpe Bil. 1:40 h per il percorso completo.
Dislivello: 300 m circa
Affollamento: frequentato
Segnavia: rosso-bianco-rosso, ben visibile lungo tutto l’itinerario.
Segnale del cellulare : buono.
Acqua: Torrenti lungo tutto il percorso, sorgente all’Alpe Sonobierg.
Punti di appoggio: Funivie Staffa – Alpe Bil – Passo di Monte Moro (tel: +39 0324 65050).

Collegamenti:

  • Sentiero Alpe Bil – Passo Moro -> disponibile QUI
  • Sentiero Macugnaga – Alpe Bil -> disponibile QUI
  • Sentiero Spagnolli (Macugnaga ville – bivio Bil/Meccia) -> disponibile QUI
  • Sentiero Pecetto – Alpe Fluh – Alpe Bil -> disponibile QUI

Traccia GPS (scarica in formato KML o GPX):

Il sentiero si imbocca salendo gli scalini che partono dalla stazione intermedia della funivia: superato il traliccio dell’alta tensione, si svolta a destra

Bill - Imbocco sentiero Meccia 2

L’imbocco è segnalato dal cartello che riporta il nome di Mario Lanti, a cui il sentiero è dedicato.
Bill - Partenza sentiero Lanti x Meccia

Il sentiero si addentra nel bosco in leggera salita,

Meccia01

fino ad incrociare dopo pochi minuti il rio Horlovono, che si attraversa comodamente su un ponte di tronchi

Meccia-1_torrente

Si supera una radura con evidenti segni del passaggio invernale delle valanghe

Meccia-3_radura

per poi addentrarsi nuovamente nel bosco in leggera salita fino a raggiungere la costa che fa da spartiacque tra il vallone dell’Horlovono ed il vallone del Rio Testa

Meccia-5_costa

Si prosegue in discesa, con alcuni tornanti attrezzati da scalini per superare i tratti più ripidi.

Meccia-7_scalini

fino ad incontrare a breve il bivio con il sentiero Spagnolli, QUI descritto, con il quale è possibile scendere a Macugnaga in 45 minuti circa, e che costituisce una buona alternativa per il rientro.

Meccia-8_bivio

Si supera il vallone del Rio Testa con lo sguardo che si apre verso Nord sul Battel

Meccia-8_Panorama2

e verso Sud sul Turlo, sul Pizzo Nero e sul Pizzo Bianco.

Meccia-8_Panorama

Dopo pochi minuti di nuovo in salita, si raggiunge l’Alpe Meccia, con il cippo in ricordo dei partigiani uccisi dai nazifascisti il 22 Ottobre 1944, ed un panorama tra i più belli ed ampi di tutta la valle.

Meccia-8_Alpe

Meccia-11_baite3

Meccia-11_baite2

Il sentiero per l’Alpe Sonobierg è indicato da un cartello presente sulla prima baita,

Meccia-10_cartello_sono

si sale lasciando le baite alla propria destra, fino a svoltare a sinistra in corrispondenza di un grosso masso.

Sono-1_partenza

La traccia attraversa il pascolo in direzione Nord-Ovest, fino ad addentrarsi nel bosco in corrispondenza di un segnale posto su un albero.

Sono-2_bosco

Si raggiunge in breve una radura, in fondo alla quale si intravede la pietraia che dovremo attraversare, ed il rialzo in cima al quale vi è l’Alpe Sonobierg

Sono-3_radura e vista rialzo

Attraversata la radura, si supera il Rio Testa,

Sono-5_ruscello

Quindi si risale lungo la pietraia, seguendo i numerosi segnali e ometti posti per indicare il percorso migliore,

Sono-6_pietraia

fino ad uscirne in prossimità del rialzo presente sulla sinistra, non prima di aver dato un’occhiata al panorama verso le cime del Battel

Sono-6_panorama da pietraia

Si affronta ora un ultimo breve passaggio piuttosto delicato, ripido ma recentemente messo in sicurezza dal CAI con alcune corde alle quali sostenersi per procedere in sicurezza

Sono-7_corde2

alla sommità vi è un asta, già visibile dal basso, posta ad indicare l’imbocco del sentiero per chi lo percorre in senso inverso

Sono-7_corde_uscita

Superato l’ultimo gradone, ci si ritrova immediatamente in prossimità delle baite dell’Alpe Sonobierg.

Sono-8-baite

Voltandosi, si scorge la radura dell’Alpe Meccia e parte della diga del Lago delle Fate, all’imbocco della Val Quarazza

Sono-8-panorama-meccia

Grandioso è il panorama a 360°

Panorama 360 Sonobierg

Il sentiero per il rientro all’Alpe Bil attraversa l’alpeggio a mezza costa

Sono-9-imbocco

passando in prossimità della sorgente

Sono-9-sorgente

per poi addentrarsi nello stupendo bosco dove in 15 minuti circa si raggiunge il sentiero che dall’Alpe Bil conduce al passo Moro

Sono-10-arrivo

Sono-10-cartelllo

E’ quindi possibile raggiungere l’Alpe Bil percorrendo il primo tratto del sentiero QUI descritto, in senso inverso.

All’Alpe Bil, è possibile completare il bel “Giro degli Alpeggi” imboccando il sentiero per l’Alpe Fluh, QUI descritto.

Alpe Bil – Passo Moro

Alpe Bil (m. 1707) – Rifugio Oberto e Maroli (m. 2786) – Passo di Monte Moro (m. 2868)

Difficoltà: EE
Tempo di percorrenza: 3.30 h
Dislivello: 1161 m
Affollamento: frequentato
Segnavia: rosso-bianco-rosso, ben visibile lungo tutto l’itinerario.
Segnale del cellulare : ottimo fino a seggiovia Ruppenstein, poi sempre più scarso e nullo nella parte alta. Al passo presente segnale operatori svizzeri.
Acqua: Torrenti fino a metà percorso circa, poi scarsa.
Punti di appoggio: Funivie Staffa – Alpe Bil – Passo di Monte Moro (tel: +39 0324 65050); rifugio Oberto e Maroli (tel: +39 0324 65544) del CAI di Macugnaga (tel: +39 0324 65485); Bar Ristorante “Lago Smeraldo” (tel: +39 348 7337317).
Collegamenti:

  • Sentiero Macugnaga – Alpe Bil -> Clicca QUI
  • Sentiero Lanti, Alpe Bil – Alpe Meccia – Alpe Sonobierg ->clicca QUI
  • Sentiero Pecetto – Alpe Fluh – Alpe Bil -> clicca QUI

Traccia GPS (scarica in formato KML o GPX):

Il sentiero si imbocca salendo gli scalini che partono dalla stazione intermedia della funivia,

Bill Panorama

bene indicato dal cartello posto al bivio con il sentiero che conduce all’Alpe Meccia:
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Da qui si prosegue lungo la traccia che risale la pista da sci invernale, mantenendosi inizialmente sotto il tracciato della funivia
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per poi svoltare verso est, guadare un torrentello e rimontare un roccione panoramico

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fino ad abbandonare il tracciato della pista

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per inoltrarsi quasi in falsopiano all’interno di un rado bosco di conifere,

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prima di ricominciare la salita in corrispondenza della deviazione segnalata per l’alpe Sonobierg.

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Cartello bivio Sonobierg

Ci si ricongiunge quindi con il tracciato della pista da sci per superare un tratto assai ripido,

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la si abbandona nuovamente in corrispondenza di alcuni scalini in legno,

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e si affronta un lungo traverso per riportarsi sotto il tracciato della funivia

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e rimontare ripidamente il versante tra gli ultimi larici nani sferzati dal vento d’alta quota, in direzione del secondo traliccio dell’impianto di risalita.

Bill-Moro panorama primo pilone

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Da qui, la traccia riprende a salire verso nord-ovest per aggirare le bastionate rocciose su cui sorge il terzo traliccio

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e raggiungere la partenza della seggiovia Ruppenstein, a servizio delle piste da sci invernali.

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Il sentiero risale quindi con ripide svolte il pendio, zigzagando tra i grandi massi di cui sono cosparsi gli ultimi prati,

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fino a raggiungere il punto in cui è finalmente visibile il rifugio Oberto e Maroli, la cui terrazza panoramica domina dall’alto i ripidi declivi che conducono al passo.

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Prestando la dovuta attenzione ai segnavia per evitare di smarrire la via più corretta laddove il pendio è stato rimodellato dai recenti lavori alle piste da sci, si risale pazientemente il versante, rinvenendo per brevi tratti tracce dell’antichissima lastricatura della mulattiera originaria, importante via commerciale nel medioevo.

 

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A seconda del periodo in cui si affronta l’escursione, può essere necessario affrontare brevi tratti su nevaio

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prima di sfociare su un piccolo pianoro che conduce al rifugio dedicato a Gaspare Oberto e Paolo Maroli.

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rifugio-oberto-maroli-cai

Da qui, tramite una scalinata in legno, si risalgono le rocce che conducono all’arrivo della funivia proveniente dall’alpe Bil. Sempre seguendo i numerosi segnavia, un facile camminamento su rocce conduce prima al minuscolo Lago Smeraldo

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e quindi alla base delle placche rocciose, debitamente attrezzate con catene, che conducono alla dorata statua della Madonna delle Nevi e al Passo di Monte Moro vero e proprio,

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dove impareggiabile è il panorama sui massicci del Rosa, in Italia, e del Mischabel, nel versante svizzero.Immagine
Voltando lo sguardo ad est si intravede quello che rimane del ghiacciaio del Tälliboden e il Passo Mondelli.
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Per gli alpinisti adeguatamente attrezzati o con l’aiuto delle Guide Alpine, è possibile percorrere la magnifica “Ferrata delle Guide” alla Punta San Pietro
Ponte sospeso
informazioni al numero (+39) 393 8169380 oppure cliccando QUI.

Nel nostro forum trovate il reportage originale di Borca99 e lo spazio per scrivere le vostre esperienze ed eventuali commenti/suggerimenti.

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Macugnaga–Alpe Bil

Macugnaga (m. 1327) – Alpe Bill (m. 1707)

Difficoltà: E
Tempo di percorrenza: 1.00 h
Dislivello: 380 m
Affollamento: Frequentato.
Segnavia: rosso-bianco-rosso, ben visibile lungo tutto l’itinerario.
Segnale del cellulare : Buono lungo tutto il percorso.
Acqua: Torrente nell’ultima parte del percorso.
Punti di appoggio: Funivie Staffa – Alpe Bil – Passo di Monte Moro (tel: +39 0324 65050).
Collegamenti:

  • Sentiero Alpe Bil – Passo Moro-> clicca QUI
  • Sentiero Alpe Bil – Alpe Meccia – Alpe Sonobierg – Alpe Bil -> clicca QUI
  • Sentiero Pecetto – Alpe Fluh – Alpe Bil -> clicca QUI

Traccia GPS (scarica in formato KML o GPX):

L’itinerario ha inizio in corrispondenza del ponte sul torrente Tambach, lungo la strada pedonale che da Staffa conduce al centro sportivo di Pecetto: un cartello invita a imboccare una comoda traccia sulla destra che, superato il ruscello che scende ad irrigare l’antico Dorf, risale l’argine del torrente mantenendosi ai bordi del pendio recentemente adibito a campo di golf.partenza bill

Raggiunto il limitare del bosco, un ulteriore cartello indicatore invita ad imboccare una larga mulattiera lastricata che si dirige verso est, guadagnando rapidamente quota nel versante ricoperto di abeti, alternando tratti immersi nel fitto bosco a stupende balconate panoramiche su Staffa

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fino a raggiungere lo Scarteboden, piccolo pianoro immerso nel bosco con una spettacolare vista sul Rosa e sul ghiacciaio del Belvedere, dove nei periodi di apertura è possibile fermarsi per rifocillarsi, pranzare o anche dormire (informazioni l numero +39 393 933 8769):

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Da qui la mulattiera si fa sempre più ripida per innalzarsi fra le balze rocciose che digradano sul fondovalle

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fino a raggiungere un breve traverso, ben protetto da una palizzata in legno, splendidamente panoramico sul massiccio del Monte Rosa e sulla piana di Macugnaga.

Foto Andrea Zangarini

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La mulattiera si inoltra quindi nuovamente nella pineta, supera l’antico tracciato della pista di discesa invernale

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e dopo un’ultima salita raggiunge il pascolo su cui sorgono le casere dell’alpe Bil.

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In prossimità dell’Alpe Bil si incontra l’intersezione con il sentiero per l’Alpe Fluh, QUI descritto, dal quale è poi possibile scendere a Pecetto:

Il sentiero si mantiene ai lati del prato per poi svoltare verso est per raggiungere la stazione intermedia della funivia.

Bill Panorama

Qui, in cima ai gradini che salgono dalla stazione, si può ammirare la composizione di piode posta da Guerrino Michilini, e recentemente ripulita e valorizzata a cura del CAI di Macugnaga, che riproduce magnificamente il particolare delle mani tratto dall’affresco di Michelangelo La creazione di Adamo.

Bill beole creazione

In prossimità dell’opera, si incontrano i cartelli indicatori dei sentieri per il Passo del Monte Moro e per l’Alpe Meccia, i cui reportage sono disponibili qui:

  • Reportage sentiero per il passo Monte Moro: disponibile cliccando QUI.
  • Reportage per il sentiero per l’Alpe Meccia – Alpe Sonobierg: disponibile cliccando QUI.

Oppure cliccando direttamente sull’immagine qui sotto il cartello del sentiero che intendete visionare:

Inoltre, nel nostro forum trovate il reportage originale di Borca99 contente le foto dettagliate del percorso, nonché lo spazio per scrivere le vostre esperienze ed eventuali commenti/suggerimenti.

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Ascensioni

Vengono presentate in breve le vette raggiungibili dalle varie frazioni e dai principali rifugi escursionistici; si indica con EE le vette raggiungibili con salite per escursionisti esperti (almeno una via conosciuta e praticabile; ovviamente ciò non esclude la presenza di altre vie di tipo alpinistico) e con * la raggiungibilità solo per vie alpinistiche (roccia, ghiaccio o totale assenza di sentiero)

Da Pestarena:
Pizzo della Caccia (2405 m, *), Pizzo della Moriana (2631 m, *), Palone del Badile (2675 m, EE), Pizzo dei Vittini (2455 m, *); tutte via bivacco Amici della Val Moriana o miniere di Lavanchetto

Da Borca:
Pizzo Camino (2005 m, EE) e Pizzo dei Vittini (2455 m, *), via alpe Vittini; Pizzo di Quarazzola (2798 m, *), Palone del Badile (2675 m, EE), Corni di Faller (3196 m, *), Pizzo Bianco (3215 m, EE), Pizzo Nero (2738 m, EE), Punta Grober (3497 m, *), via val Quarazza; Battel (2928 m, EE), via alpe Cicerwald

Da Isella:
Pizzo Nero (2738 m, EE), via alpe Bletza; Battel (2928 m, EE), via alpe Cicerwald

Da Staffa:
Monte Moro (2984 m, EE), dal Passo; Joderhorn (3034 m, EE), dal Passo; Battel (2928 m, EE) via alpe Meccia; Pizzo Nero (2738 m, EE), via alpe Bletza; Faderhorn (2475 m, EE), via alpe Bil

Da Pecetto:
Faderhorn o Pizzo Croce (2475 m, EE), via bivacco Hinderbalmo o via Tambach; Corno Rosso (3230 m, *) e Seewijnenhorn (3215 m, *), via bivacco Hinderbalmo; Punta Battisti (2754 m, EE), Pizzo Nero (2738 m, EE) e Pizzo Bianco (3215 m, EE) via alpe Rosareccio

Dal rifugio Zamboni e Zappa:
Punta Battisti (2754 m, EE), via colle Bortolon; Pizzo Bianco (3215 m, EE), via canalone Chiovenda; tutte le vette dalla Punta Grober (3497 m) alla Punta Dufour (4634 m) allo Jagerhorn (3969 m), solo per vie alpinistiche

Dal rifugio Sella:
Cima Jazzi (3804 m), Cime di Roffel (3562 – 3478 m) e Strahlhorn (4190 m), solo per vie alpinistiche

Dal bivacco Belloni:
Tutte le vette dallo Jagerhorn (3969 m) alla Cima Jazzi (3804 m), solo per vie alpinistiche

Dal rifugio Marinelli:
Tutte le vette dalla Punta Gnifetti (4554 m) allo Jagerhorn (3969 m), solo per vie alpinistiche