Strada abusiva nel parco: Devero sigilli al cantiere


Strada abusiva nel parco: Devero sigilli al cantiere

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Strada abusiva nel parco: Devero sigilli al cantiere

Messaggioda meccia » mar set 15, 2015 9:17 am


Strada abusiva nel parco: all’alpe Devero sigilli al cantiere

Il gip ha convalidato il sequestro dell’area dopo il blitz della Forestale. Sono tre le persone denunciate





13/09/2015

cristina pastore

baceno


Due pale meccaniche in azione a oltre 2 mila metri di altitudine all’Alpe Devero. In un’area protetta del parco regionale, dove i vincoli ambientali sono ancora più stringenti perché rientra nel perimetro di zone protette a livello comunitario, si era già realizzato - senza le necessarie autorizzazioni - un tracciato di 300 metri.

La scoperta casuale

A imbattersi nei lavori di scavo e sbancamento - nella zona tra le piste da sci Cervandone e Loccia Ronda - sono stati gli agenti della stazione di Baceno del corpo forestale, con i colleghi del soccorso alpino forestale impegnati in zona nel rilevamento di punti Gps per il potenziamento del servizio di radio soccorso.


Percorso per fuoristrada

L’ipotesi, formulata dopo aver eseguito gli accertamenti, è che si stesse costruendo un percorso di collegamento tra i due skilift, utilizzabile anche da vetture fuoristrada. Gli aspetti autorizzativi erano però stati del tutto tralasciati, come appurato dalla Forestale in collaborazione con l’ufficio tecnico comunale. Si è così proceduto con il sequestro cautelare del cantiere, convalidato dal Gip, e sono state denunciate tre persone: tutte di Baceno, sono riconducibili alla società Sciovie Alpe Devero, che gestisce i 9 km di piste, con la seggiovia in concessione dalla Comunità montana e gli skilift di proprietà privata installati su area comunale.


Ipotesi risanamento

Tra i reati che sono stati contestati c’è l’abuso edilizio, estinguibile con il risanamento e il ripristino del contesto ambientale, paesaggistico e idrogeologico e per il quale sarebbe già stata avanzata richiesta al giudice.

I tre antigoriani dovranno però rispondere anche, in concorso tra loro, di illecito paesaggistico e deterioramento di habitat all’interno di un sito protetto: i terreni comunali rientrano infatti in «Sic» e «Zps», zone da salvaguardare secondo quanto stabilito dall’Unione europea. «Per questo motivo le sole autorizzazioni del Comune non sarebbero state sufficienti, perché in questi casi - spiega il commissario capo della Forestale Giuseppe Laghezza - c’è la necessità di una valutazione d’incidenza rilasciata da uffici regionali e, trattandosi di area sopra i 1600 metri, anche del nullaosta della soprintendenza».

(fonte La Stampa Vco)

(Ci sono luoghi, in questa bella Italia, dove certe figure giuridiche diventano divi, altri (loro malgrado) sono costretti ad intervenire e gli spettatori s'indignano mossi da buonafede di non residenti.......il risultato è sempre lo stesso: la fiera del sigillo ,che nel nastro biancorosso ha la sua apoteosi :evil: ) ( p.s oltre al meridione ...il vco non sfigura)
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