Traversata dei Camosci


Traversata dei Camosci

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Traversata dei Camosci

Messaggioda borca99 » mar ago 23, 2011 4:31 pm

<b>“Traversata dei Camosci”
Passo Moro (2’890 mt) – Bocchetta di Stenigalchi (3'335 mt) - Biv. Sella (3’029 mt) – (Belvedere/Pecetto)</b>

Difficolta’ EE/EEA fino alla bocchetta di Galkerne e dopo la bocchetta di Stenigalki, EE la discesa dal Sella, F su ghiacciaio con le seguenti caratteristiche :

Attenzione : Si tratta di un percorso in buona parte alpinistico pertanto, anche a causa delle difficolta’ tecniche presenti e della pericolosita’ di alcuni tratti, si consiglia di affrontare il percorso esclusivamente accompagnati da una Guida Alpina

1)Lunghezza :
Passo Moro – Biv. Sella : a seconda dell’andatura 3.5 / 5 ore
Biv. Sella - Pecetto : a seconda dell’andatura 1.5 – 2.5 ore
Calcolare in totale : 7-8 ore con passo medio basso con brevi soste
5 ore con passo medio alto e senza soste
N.B. Questa scheda si limita alla descrizione del tratto Passo Moro – Biv. Sella

2)Stato del sentiero :
Su ghiacciaio per circa la meta’ del percorso fino al Biv. Sella,
La parte non su ghiacciaio e’ scarsamente segnata e la traccia e’ appena individuabile su percorso alpinistico


3)Ripidezza : I ghiacciai da percorrere sono quasi tutti in traverso in leggera salita (sul versante svizzero) o in leggera discesa (sul versante italiano) salvo un paio di ripide ma brevi salite sul versante svizzero
Anche i tratti non su ghiacciaio non sono eccessivamente ripidi salvo alcune brevi sezioni

4) Affollamento : nullo fino al Biv. Sella, poi scarsamente frequentato

5) Segnale del cellulare :
-Buono con segnale svizzero ‘swisscom’ nel tratto Passo Moro- Bocchetta di Galkerne- Prima Parte del Ghiacciaio (Seewjnen)
-Nullo nella seconda parte del ghiacciaio (Schwarzberg-Weisstor) fino alla Bocchetta di Stenigalchi
-Scarso da Bocchetta di Senigalchi al Biv. Sella

Ecco come sono le sezioni del tragitto :

<b>Passo Moro – Bocchetta di Galkerne</b>

Dopo aver comodamente raggiunto il Passo Moro in funivia ci si dirige verso ovest sfiorando le vecchie installazioni dello skilift che risaliva anni fa la Pista Roccette e si procede in traverso in leggera salita ai piedi del Monte Moro
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Il cammino e’ su grossi sfasciumi sui quali si intravedono dei vecchi segnali rossi.
Come sicuro riferimento sulla direzione da seguire e’ comodissimo camminare in corrispondenza di due grossi tubi neri che portano ossigeno e propano verso il Gazex (installazione per innesco provocato di valanghe) che sovrasta le Roccette
Cerchiati un flebile segnale di vernice rossa e i 2 tubi descritti sopra
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Si percorre, seppure su una traccia abbastanza comoda ma ghiaiosa, un tratto esposto su cui bisogna prestare molta attenzione

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Si raggiunge il Gazek descritto sopra
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Sotto di noi si individuano i tracciati della Pista Roccette (in giallo) e Roccette Bis (in verde)
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Si costeggiano dei vecchissimi paravalanghe ormai ridotti a ferraglia
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Il tratto esposto finisce in corrispondenza di un falsopiano
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<b>Bocchetta di Galkerne – Cresta di Stenigalchi</b>

Una breve discesa verso la Bocchetta di Galkerne (2'904 mt) dove c’e’ ancora il gabbiotto della
Scuola di Sci Estivo che si praticava qui inizialmente prima del trasferimento sul Tälliboden
Sono ancora visibili ganci e pezzi di skilift
Alla nostra destra appaiono due splendidi laghetti che raccolgono l’acqua di scioglimento di nevai (nel caso di quello nella foto) o ghiacciai (laghetto che non compare nella foto)

Dalla Bocchetta di Galkerne si entra in territorio svizzero e si procede in traverso su grossi sfasciumi attraversando un paio di piccoli nevai prima di uno strappo ripido che risale una cresta
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Qui sotto il puntino verde indica il punto dove si attraversa la cresta dopo il tratto esposto provenendo dal Moro
Poi si vedono i due piccoli nevai ed infine l’inizio del breve tratto ripido che bisogna superare
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Arrivati in cima alla cresta il paesaggio muta completamente e ci si affaccia su un enorme ghiacciaio.
Qui si scorge anche il Lago Mattmark e ad occhio nudo si vedono chiaramente le case di Saas Almagell (piu’ o meno nel cerchio giallo)
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Qui si vede la quasi totalita del percorso su ghiacciaio che bisogna percorrere a nord nel versante svizzero
In giallo il punto in cui ci si lega e si mettono i ramponi
Il primo tratto rosso e’ il Ghiacciaio di Seewjnen ai piedi dell’omonima cima e del Corno Rosso
Poi si affronta un breve tratto piuttosto ripido sempre su ghiacciaio (segnato in blu) e si riprende la camminata in traverso sulla parte alta del Ghiacciaio dello Schwarzberg-Weisstor (segnato nuovamente in rosso dopo il ripido)
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Uno sguardo all’indietro quando siamo gia’ nella seconda sezione dopo la parte ripida
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Qui si procede sempre in piano o in leggerissima salita
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Si supera con cautela un possibile ponte sull’estremita’ di un crepaccio
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Qui inizia il secondo e piu’ lungo tratto ripido di circa 300 mt per risalire il ghiacciaio fino sulla cresta
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Arrivati sulla sommita’ si apre dalla parte opposta una splendida vista sulla Parete Est e sulla zona del Belvedere, mentre la cornice di neve ostacola in parte la vista su Macugnaga
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Ci troviamo all’inizio della lunga Cresta di Stenigalchi che ci accingiamo a percorrere
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<b>Cresta di Stenigalchi – Bocchetta di Stenigalchi</b>

Rimaniamo ovviamente sempre legati e non togliamo i ramponi anche se dobbiamo percorrere dei brevi tratti su grossi massi
Qui si risale un dosso
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Oltre il dosso il cammino prosegue su nevai sempre lungo la Cresta di Stenigalchi
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Dopo un altro breve tratto in discesa su massi da percorrere sempre con i ramponi ai piedi si attraversa un altro tratto di nevaio
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In giallo si incomincia ad intravedere la Bocchetta di Stenigalchi oltre la quale inizieremo la nostra discesa verso il Biv. Sella sul versante italiano
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Uno sguardo all’indietro
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Ci togliamo i ramponi poco prima della Bocchetta di Stenigalchi (puntino giallo)
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Si prosegue su terreno sassoso lungo la cresta
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L’arrivo alla Bocchetta di Stenigalchi (3'335 mt) che e’ il punto piu’ alto del percorso
Qui si ricominciano a vedere dei vecchi segnali di vernice rossa e davanti a noi si vede la Cima di Roffel
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Ultimo sguardo all’indietro sulla cresta e sul versante a nord
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<b>Bocchetta di Stenigalchi – Biv. Sella</b>

Qui inizia il tratto piu’ pericoloso del percorso.
Si tratta di ridiscendere su terreno molto instabile composto da grossi massi non fissati al terreno e ghiaia e una caduta sarebbe fatale
Sono presenti dei resti di vecchia corda fissa su cui ci si puo’ attaccare, oppure si puo’ scegliere di utilizzare degli ‘spit’ presenti per ancorarsi e procedere in cordata
In questo caso si sceglie di proseguire in ‘conserva’, cioe’ legati semplicemente col compagno
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Finito il breve tratto ripido si prosegue in traverso su una traccia molto esposta in cui e’ fondamentale osservare bene dove si mettono i piedi ed avere sempre un appiglio per le mani su roccia stabile o sui resti di corda fissa
In blu e’ segnato un breve tratto di ripida salita che ci fa raggiungere la ‘Sella Bettineschi’ (segnata col puntino giallo)
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In giallo dei segnali di vernice prima dello strappo ripido
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Uno sguardo all’indietro per vedere il percorso fatto prima di affrontare la parte ripida
In blu la Bocchetta di Stenigalchi appena valicata
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Ecco il tratto ripido su cui ci si potrebbe comodamente ancorare agli spit presenti
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L’arrivo alla Sella Bettineschi
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Si prosegue ancora in traverso seguendo la flebile traccia e i segnali rossi
Da qui in poi una caduta non dovrebbe essere fatale (anche se sarebbe comunque rovinosa…) in quanto il tratto e’ meno esposto per la presenza di alcuni piccole balconate sotto di noi
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Qui si inizia ad intravedere la zona del Biv. Sella (puntino giallo) ma per raggiungerlo dobbiamo ancora percorrere in orizzontale un paio di ghiacciai
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Ci avviciniamo al primo
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Si procede in parte su neve ed in parte su sassi
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….ed in parte su ghiaccio in fase di scioglimento con ruscelli sottostanti
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Perdiamo piu’ velocemente quota ‘sciando’ sulla neve
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Scorgiamo il Bivacco Luino sopra di noi (non si vede ma e’ nel cerchio giallo)
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Attraversiamo il Ghiacciaio di Roffel (in giallo sempre la zona del Sella) sempre senza ramponi in quanto su neve molle e su pendenza non pericolosa sotto di noi.
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…..pero’ attenzione ai crepacci
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Uno sguardo all’indietro
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Finito il ghiacciaio siamo quasi arrivati al Sella
Dobbiamo pero’ aggirare una sporgenza su grossi sfasciumi
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Ultimo sguardo all’indietro
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Ed ecco che compare il Biv. Sella
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La discesa su Macugnaga o verso il Belvedere sono descritti nella sezione dedicata al Biv. Sella
Calcolare un paio di ore di ulteriore cammino in discesa

<b>IMPORTANTE
Ribadiamo che il percorso descritto sopra e’ assolutamente sconsigliato a persone poco allenate a causa della sua lunghezza (solo il giorno prima ero stato costretto a tornare indietro
anch’io a meta’ strada a causa di 2 persone non preparate che hanno voluto rinunciare) ed e’ indispensabile farsi accompagnare da una Guida Alpina</b>
borca99
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Messaggioda tiger652 » ven ago 26, 2011 12:05 pm

Borca99, tanti tanti complimenti!!!!
E' un po' che ho in programma di fare la mitica Traversata dei Camosci, quest'anno l'unica volta che son partito deciso il tempo non ci ha assistito.
Terrei ad aggiungere, come hai gia' ben fatto tu, che e' una via alpinistica d'alta montagna, per cui assolutamente sconsigliabile a chi non conosce la montagna e non ha una buona preparazione fisica. Oltre al sentiero, che come si vede dal video e dalle foto e' spesso esposto, si hanno altri rischi da non sottovalutare, quali crepacci sui ghiacciai e variazioni repentine del tempo con possibilita' di rimanere in mezzo alla nebbia e perdere orientamento.
Peccato pero' che il percorso sia segnato male... Forse qualche ometto qua' e la' sarebbe stato molto utile, oltre alla sistemazione della corda fissa una volta presente...
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Messaggioda borca99 » sab ago 27, 2011 9:35 pm

Ecco i video delle due parti della traversata dei camosci.

[url="http://www.youtube.com/watch?v=KQ7Yntu1NoM"][/url]

[url="http://www.youtube.com/watch?v=bOHAKs0loM4"][/url]
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Messaggioda Andry CP » gio set 12, 2013 2:59 pm

<b>Da AnzascaNews del 12/09/13</b>




<center><b>[url="http://lavalledelrosa.forumfree.it/?t=66933039#entry542082357"]<font color="red">FOTOGALLERY</font id="red">[/url] dal Forum "<i>La Valle del Rosa</i>"</b></center>
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Messaggioda papaleo » gio set 12, 2013 7:01 pm

buongiorno, bellissime le foto e devo confermare di utilizzare assolutamente una guida , io ho fatto il giro verso metà Agosto ( giornata senza una nuvola ) e se non fossi stato " aggangiato " alla cordato di Claudio ( la mia guida ) sarei finito in un dirupo di di centinaiia di mt , per le gambe è veramente dura se non si è allenati , sembra strano dirlo ma non bisogna soffrire di vertigini altrimenti si rischia di rovinare la gita a tutti , ripeto usate assolutamente una guida che poi a Macugnaga sono dei veri professionisti con dei curriculum impressionanti saluti a tutti
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Messaggioda papaleo » gio set 12, 2013 7:02 pm

ps non sono un turista ma residente sul fagiano se ne può parlare
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Messaggioda bifune67 » gio gen 02, 2014 2:05 pm

Evidentemente con il tempo la traversata è cambiata molto, anche di tracciato probabilmente... 30 anni fa quando ero ragazzo era una gita di due giorni organizzata regolarmente in Agosto per i turisti (con guida, naturalmente), e non servivano nè ramponi nè corde, bastavano gli scarponi con le ghette. Tra l'altro non mi ricordo nè tratti particolarmente esposti - soffro da sempre di vertigini e me li ricorderei - né salite ripide, solo una discesa significativa dopo lo scavalcamento dalla Svizzera all'Italia. Noi la facevamo tranquillamente con tutta la famiglia (2 ragazzi di 15 e 12 e due genitori oltre i 40...). Da quando il rifugio non è più gestito i tempi sono diventati impossibili per me...
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Messaggioda dreamer » ven gen 03, 2014 2:23 am

eh già... sella aperto, tutti i w-e di luglio ed agosto traversata dei camosci + cima jazzi... altri tempi... più neve sui ghiacciai al di là del confine e anche sul roffel, rarissime scariche di sassi, nevai sotto al sella, più gente che camminava anche dove si fa fatica ad arrivare...

ho fatto la prima volta i camosci a 16 anni, nel '91, guida il gianni tagliaferri, per la festa dei 100 anni del rifugio; l'ho rifatta una seconda volta ormai 15 anni fa... nostalgia! però i ramponi mi ricordo che li avevo calzati sul ghiacciaio già nel '91 (era la prima volta che li usavo, ci ho anche strappato maldestramente i thinkpink), come ricordo il tratto ripido sul versante italiano dopo la bocchetta di stenigalki, teatro tra l'altro di una disgrazia nei primi anni '70, il breve tratto di arrampicata alla sella bettineschi e il primo tratto esposto, subito dopo la funivia... in effetti, se qualcuno ha le vertigini, qualche problemino può averlo, anche se il rischio maggiore è la quota (fino a 3400 e cmq sempre sopra i 2800, unito ai +1500mt di dislivello in funivia che possono creare problemi di pressione) e la lunghezza (5-6 ore dal moro al sella)...

al sella ci sono tornato per l'ultima volta forse nel 1999 dal belvedere, credo fosse uno degli ultimi anni col tagliaferri come custode... prima o poi mi piacerebbe tornare, anche se quelle scariche di sassi non mi lasciano molto tranquillo, e parlando col roberto marone sarebbe meglio modificare la linea di salita... vedremo...
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