Frazione Testa - Alpe Meccia


Frazione Testa - Alpe Meccia

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Frazione Testa - Alpe Meccia

Messaggioda borca99 » mar nov 17, 2009 9:06 am

Frazione Testa (circa 1270 mt) - Alpe Meccia (1812 mt)

Difficolta’ : E

1)Lunghezza : 1 h
2)Stato del sentiero : visibile solo a tratti e sempre meno salendo verso l’Alpe Meccia
3)Ripidezza : abbastanza ripido con pendenza tutto sommato costante anche se non mancano brevi tratti meno ripidi
4) Affollamento : nullo
5) Segnale del cellulare : ottimo ovunque

<b>Premessa</b>
Questo e’ un vecchio sentiero usato in passato principalmente da contrabbandieri diretti al Moro. Il sentiero e’ del tutto abbandonato ma imparare a conoscerlo puo’ permetterci di
trovare una valida alternativa di salita o di discesa dall’Alpe Meccia.
E’ uno dei classici sentieri che meriterebbe di essere valorizzato e recuperato anche per mantenerne la ‘memoria storica’.
Percorrendo per la prima volta il sentiero e’ consigliabile, per evitare inutili perdite di temo, di non percorrere piu’ di 100 metri senza aver avvistato il segnavia successivo ed in ogni caso e’ meglio fermarsi piu’ volte per osservare ogni albero e ogni sasso attorno a noi alla ricerca di qualche flebile segnale ma con una buona base di pazienza e fortuna si riesce a trovare la via.
I segnavia sono sempre costituiti lungo l’intero percorso da un cerchio rosso fatto con lo spray

Ecco come sono le sezioni del tragitto :

<b>Primo tratto</b>
L’imbocco del sentiero e’ alle spalle dello ‘Stella Alpina’ nella frazione di Testa e in questa foto ci si fa un’idea del tragitto da percorrere.
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Come detto l’attacco del sentiero e’ all’altezza dello Stella Alpina nel punto in cui ci sono le vecchie vasche di cemento.
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Inizialmente il sentiero e’ abbastanza intuibile e risale verticalmente nel secco bosco anche se qualche segnavia lo si inizia a vedere solo dopo 2-300 mt, il primo e’ posto su un sasso
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I segnavia sono abbastanza frequenti e la traccia e’ piu’ o meno visibile
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Si sale quasi da subito in maniera piuttosto decisa percorrendo la sommita’ di un paio di piccole creste.
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Ad un primo tratto che sale per cosi’ dire in verticale che dura una quindicina di minuti, segue un tratto in cui pur continuando a salire si procede trasversalmente verso est nell’unico corridoio possibile come si puo’ vedere da queste foto. Tale corridoio sara’ largo circa 200 metri e, come si vede, il versante da risalire non presenta molte alternative di risalita per le notevoli pareti rocciose che lo circondano.
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All’inizio si risale all’estremita’ superiore di questo corridoio fino a sfiorare una parete rocciosa alla nostra sinistra
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Probabilmente la linea seguita dal sentiero e’ in questo tratto l’unica possibile e la ricerca di vie alternative potrebbe causare problemi non ultima la possibilita’ di perdersi per ‘l’effetto ‘labirinto’, in quanto sono molti i passaggi ‘invitanti’ e molto simili tra di loro ma che finiscono inesorabilmente su pareti spesso non altissime ma quasi verticali e assolutamente non percorribili.
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Pertanto e’ meglio basarsi sui vecchissimi segnavia che si trovano sul percorso ma che purtroppo non sono per nulla frequenti e in piu’ punti spariscono facendo spesso sbagliare strada.
Il tratto ‘buio’ e’ lungo circa 400 metri e bisogna andare un po’ a tentativi in quanto spesso si ha la sensazione di essere su una traccia e la si percorre, salvo poi rendersi conto che non e’ quella ‘originale’.
Per fortuna in questo tratto la direzione da tenere diventa quasi obbligata in quanto alla nostra destra sono ben visibili degli strapiombi e alla nostra sinistra si vedono in lontananza delle rocce quindi, percorriamo il versante salendo in traverso nella fascia boscosa.
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A tratti pur non essendoci apparentemente dei segnavia la direzione da tenere e’ facilmente comprensibile
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Alla fine di questo tratto in cui il sentiero e’ a tratti ben visibile si attraversa una specie di trincea posta tra due lunghi massi che sembrano essere stati messi li apposta.
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La vegetazione del sotto bosco cambia piu’ volte e si alternano tratti di aghi secchi, di erba alta e di piantine di mirtilli
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<b>Parte alta del percorso</b>
Finalmente si ritrova un segnavia e sempre con gli occhi bene aperti si riesce a non perderli piu’ anche perche’ nella parte alta l’impressione e’ che diventino piu’ frequenti (forse chi li ha messi e’ partito dall’alto con la bomboletta piena…).
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Si continua a salire in maniera sicura e, come si vede da queste foto, la pendenza non e’ mai eccessiva e rimane quasi sempre costante ma con anche dei tratti meno ripidi come quello dell’ultima foto qui sotto
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Poi il sentiero inizia a salire decisamente e la traccia purtroppo e’ in molti punti poco visibile anche a causa della vegetazione
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Questo bosco e’ molto particolare in quanto la vegetazione al suolo cambia sempre e ritorna spesso molto simile a tratti gia’ percorsi in precedenza. Tale continua alternanza e allo stesso tempo la somiglianza a tratti posti in luoghi distanti tra di loro possono creare confusione anche a chi percorre il sentiero per piu’ volte.
Qui ad esempio si ritrova un tratto piuttosto secco e senza erba alta
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Ecco un altro tratto in cui la salita diventa nuovamente un po’ impervia e con erba alta. Dovremmo trovarci nel secondo e piu’ stretto corridoio in alto
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Improvvisamente troviamo sulla nostra sinistra un bel prato senza alberi e capiamo che alla sua sommita’ dovrebbe esserci la nostra meta visto che il dislivello percorso sembra gia’ quello che doveva dividerci inizialmente dall’Alpe Meccia.
Nella foto il prato che costeggiamo e’ un po’ nascosto dagli alberi ma si trova nel cerchio giallo
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Il sentiero costeggia questo prato ma sempre all’interno del bosco di circa 50 metri e l’erba e’ ora sempre piuttosto alta con anche dei grossi massi
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In giallo e’ segnata la zona dell’Alpe Meccia che si trova su un prato immediatamente al di sopra di quello che stiamo costeggiando
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L’ultimo tratto e’ in traverso verso ovest e si raggiunge l’Alpe Meccia lateralmente vicino alla lapide che ricorda l’eccidio.
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La discesa puo’ avvenire in 3 modi :

1) Naturalmente rifacendo lo stesso percorso
2) Via Alpe Bill con funivia o mulattiera
3) Via sentiero diretto da poco sotto la Meccia per Staffa

Chi vuole allungare l’anello puo’ anche salire dall’Alpe Meccia fino al Sonobierg per poi scendere attraverso il Bill (nelle altre sezioni dedicate alla zona sono descritti questi percorsi salvo, al momento, quello relativo al punto 3)
borca99
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Messaggioda pisolo » mar nov 17, 2009 9:46 am

Grande Borca99!
Poi, se non sbaglio, l'attacco a questo sentiero è anche possibile attraversando il Rio Testa poco dopo l'inizio del sentiero Staffa-Meccia (a circa 5 minuti dall'inizio). Forse un pò meno raccomandabile da fare perchè l'attacco è ripido e scivoloso.
pisolo
 
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Messaggioda dreamer » mar nov 17, 2009 10:55 am

francamente metterei almeno 'EE' come grado di difficoltà, per via della difficoltà a seguire le tracce.

consiglierei a chi decide di provare a fare questo sentiero di non farlo da solo ma con qualcuno; è inoltre indispensabile una buona dose di orientamento e di intuizione...

<font color="red">assolutamente sconsigliato a tutti quelli che hanno sempre e solo percorso sentieri ben segnalati</font id="red">
dreamer
 
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Messaggioda meccia » lun dic 14, 2009 9:38 pm

riporto qui complimenti e ringraziamenti di qualche giovane macugnaghese ,che non
conosceva l'esistenza di questo sentiero .
meccia
 
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