Bivacco Lanti - Alpe Pissa


Bivacco Lanti - Alpe Pissa (Sentiero Terzaghi)

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Bivacco Lanti - Alpe Pissa (Sentiero Terzaghi)

Messaggioda borca99 » mer ott 26, 2011 9:00 am

<b>Bivacco Lanti (2'150 mt) – Alpe Pissa (1’869 mt)</b>

Difficolta' EE con le seguenti caratteristiche :

1)Lunghezza : Circa 2.30 ore a cui bisogna naturalmente aggiungere i tempi di percorrenza (Isella/Borca)- Bivacco Lanti e Alpe Pissa - Isella/Borca (vd sezione apposite)
2)Stato del sentiero : traccia visibile solo per brevi tratti. Percorso individuabile per meta' della sua lunghezza quasi esclusivamente grazie ad una vecchissima e appena visibile marcatura. La seconda meta' viene percorsa solo affidandosi ad una leggerissima traccia

3)Ripidezza : Prima meta' in leggera salita. Seconda parte in discesa abbastanza ripida.

4) Affollamento : nullo
5) Segnale del cellulare : scarsissimo nella prima parte, poi nullo

Al Bivacco Lanti si lascia la mulattiera per il Passo del Turlo e si segue un'inquietante e ormai sbiadita scritta in vernice su un masso che indica 'Rosareccio ore 6'.
Si tratta infatti di percorrere, per circa meta' del tragitto, il Sentiero Terzaghi che conduce appunto al Rosareccio, attraverso i Laghetti di Ligher .

Il percorso si imbocca a monte del Bivacco il cui tetto si trova nella zona segnata dalla freccia gialla. Le freccie tratteggiate in giallo indicano invece la mulattiera del Turlo che e' appena stata lasciata
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Subito dopo, a soli 30 metri sopra al Bivacco Lanti si incontrano delle antiche rovine di quel che resta di un alpeggio
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Superate le rovine si incontra il primo segno di vernice rossa su un sasso. La vecchia marcatura del percorso ci accompagnera' per circa meta’ del tragitto che si svolge per meta' in traverso e in leggera salita per attraversare l'ampio versante che si trova in fondo alla Val Quarazza.
A causa della presenza di numerosi canali, spesso profondi, che scendono verso l'alpe Piana e' assolutamente sconsigliabile procedere senza l'avvistamento dei successivi segnali di vernice, spesso molto flebili e difficilmente individuabili in una situazione di quasi totale assenza di traccia
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Inizialmente una leggera traccia da' l'illusione di una comoda camminata su un bel sentiero
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Cerchiata in giallo la zona del Bivacco Lanti
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Ecco un altro segnale in un tratto in cui la traccia e' visibile
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Altro segnale nel momento in cui si raggiunge una zona erbosa
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Si procede ancora un po' in orizzontale fino ad un altro masso sulla destra con un segno di vernice prima di risalire brevemente il prato
La risalita del prato e' necessaria per superare successivamente un piccolo canale con un ruscello
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Lungo la risalita si trova un altro segnale di vernice
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Ancora la risalita vista da prospettive diverse
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L'attraversamento del ruscello, ora in secca
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Un segnale nel bel mezzo del canalino
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Uno sguardo all'indietro
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In questo tratto si procede in traverso e in leggerissima salita con traccia abbastanza intuibile
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Si attraversa una zona con degli arbusti ma si procede sempre su terreno erboso
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Si esce dalla zona di arbusti per arrivare su un prato con erba piuttosto alta che nasconde completamente la traccia
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Si attraversa un piccolo torrente, probabilmente mai in secca in quanto ripreso in condizioni di estrema siccita'. Dovrebbe probabilmente trattarsi del torrente che andra' poi ad alimentare la cascata piu' grossa che scende all'Alpe Piana
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Si sale sempre leggermente ma in maniera piuttosto costante
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Altra zona di arbusti
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Dopo la breve zona di arbusti si riprende a camminare su erba ma prima si attraversa un altro canalino
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Ci si trova in questo tratto praticamente al centro della Val Quarazza, nel pieno del suo attraversamento da est a ovest.
E' bene tuttavia ricordare che gia' dall'Alpe Schena, cioe' ben prima del Bivacco Lanti, non e' pressoche' mai possibile scendere verso l'Alpe Piana per la presenza di ripidi salti rocciosi, alte cascate e profondi canali.
In questo percorso viene documentato probabilmente l'unico modo per ridiscendere in condizioni di sicurezza verso il fondovalle, discesa che puo' avvenire esclusivamente tramite il passaggio appunto dall'Alpe Pissa

Riprendendo la descrizione ecco un nuovo tratto erboso seguito da un altro canalino
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Ennesimo tratto erboso ed ennesimo canalino con ruscello in secca
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I vecchissimi segnali di vernice e la traccia (quando si vede) ci portano a salire in maniera costante anche se non ripida, ricordandoci che il vecchio sentiero, piu' che la discesa in Quarazza tramite l'Alpe Pissa che si sta documentando, ha come meta la zona del Pizzo Bianco o piu' probabilmente la zona dei Laghetti di Ligher e quindi il Colletto del Pizzo Nero per la successiva discesa verso il Rosareccio
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Qui si risale addirittura una piccola sporgenza rocciosa anche se verrebbe piu' 'naturale' procedere comodamente in orizzontale.
Probabilmente questi tratti in salita, che stanno diventando man mano insistenti anche se leggeri, sono anche dovuti all'intento di superare i successivi numerosi canalini stando il piu' in alto possibile in quanto piu' in basso tali canali diventano spesso qualcosa di piu' assomigliante a dei canyon

Ecco, come si diceva il superamento della piccola sporgenza
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Altro tratto erboso in cui sembra di aver esaurito i tratti in salita
Spesso trovare il successivo segnale di vernice prima di avanzare (come detto assolutamente raccomandato....) fa perdere parecchio tempo
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Si procede sempre in traverso ma in salita con il conforto dei vecchissimi segni di vernice
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I canali che si continua ad attraversare non consentono per il momento alcun tipo di scorciatoia verso l'Alpe Piana o anche solo verso l'Alpe Pissa
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L'attraversamento in orizzontale della parte alta della Val Quarazza e' davvero interminabile ed e' molto piu' lungo, anche se tutto sommato non particolarmente faticoso, di quanto non si potrebbe ipotizzare alla partenza dal Bivacco Lanti
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Dall'Alpe Piana e dall'adiacente Alpe Scarpia che si trovano in linea d'aria non tantissimo sotto di noi, ci separano ancora alti balzi rocciosi e profondi e ripidi canalini
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Trovare questo segnale ha richiesto una decina di minuti trovandosi piu' in alto della linea naturale che si stava seguendo
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L'attraversamento di un canale piu' ampio degli altri
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Dopo il canale si risale leggermente fino ad un grosso masso su cui si trovano i segni di vernice
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Ci si appresta ad attraversare un'altra zona pietrosa con ai suoi piedi un altro ripido balzo roccioso
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La traccia nei numerosissimi tratti erbosi e' quasi sempre invisibile ma per fortuna ci sono i segni di vernice
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E' un continuo procedere in orizzontale con improvvisi tratti in salita, qui una ventina di metri piu' pendenti del solito
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E' proprio a questo punto, in corrispondenza dello strappetto del sentiero che sotto di noi si scorge, per la prima volta in maniera piuttosto chiara, la possibilita' di discesa verso l'alpe Piana
Come si vede, segnato dalla linea gialla, si e' appena oltrepassato quello che appena piu' sotto diventera' un profondo canale
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Cerchiata in giallo la zona dell'Alpe Piana e della Prelobia di Sopra
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Qui si vede il 'bivio' da un'altra prospettiva.
Le righe tratteggiate in blu indicano la sicura (in quanto percorsa) continuazione della vecchia traccia verso la zona ai piedi del Pizzo Bianco e le probabili successive direzioni del sentiero che sono tratteggiate in giallo. La parziale continuazione verra' documentata separatamente, mentre questa descrizione si limita a documentare la discesa verso l'Alpe Pissa
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La discesa inizia a 'cavallo' di una cresta erbosa che divide due canali. Quello a destra era l'ultimo attraversato poco prima

Il prato in fondo alla discesa (indicato dalla freccia gialla) non garantisce la possilita' di ulteriore discesa per la probabile presenza di un balzo roccioso, ma sulla sinistra (parte finale della linea rossa) si intravede la possibilita' di poter accedere in maniera sicura verso la zona dell'Alpe Pissa
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La certezza di aver individuato il posto giusto per iniziare la discesa verso l'Alpe Pissa e' confermata dalla quasi immediata individuazione al suolo di una flebile traccia mentre i segni di vernice sono ora del tutto assenti in quanto proseguivano sul percorso che si porta, come si diceva, ai piedi del Pizzo Bianco
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La flebile traccia visibile a tratti al suolo tende ad attraversare il piccolo canalino sulla sinistra, confermando la sensazione che si aveva precedentemente, e cioe' che alla base dellla zona erbosa che si trova poco piu' in basso (riga gialla) vi e' un balzo roccioso.
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Questo e' l'attraversamento della valletta
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E qui ci si trova sulla crestina che scorre parallela alla precedente
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Anche in fondo a questa crestina l'invitante prato sottostante conduce al balzo roccioso, infatti la traccia del sentiero tende anche questa volta a lasciare la cresta e a scendere sulla sinistra
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La traccia punta decisamente ad attraversare un ulteriore e piuttosto profondo canale per portarsi su un'altra cresta erbosa
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In giallo si vedono gli ultimi due canali che separano dall'alta montagna che abbiamo sulla sinistra. Piu' a valle si vedra' che questi due canali andranno a confluire in un unico profondo canyon che formera' poi l'altissima Cascata della Pissa
La freccia rossa indica la zona che e' obbligatoriamente da puntare per raggiungere successivamente il fondovalle della Quarazza
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La traccia e' a tratti abbastanza evidente in quanto l'erba e' bassa
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Una volta costeggiato e ridisceso il balzo roccioso che si vede parzialmente sulla destra, si intravede ai suoi piedi un grande pascolo
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Il prato e' accessibile attraversando nuovamente il canale e dovrebbe (non verificato) essere collegato alla sottostante Alpe Pissa che si
raggiungera' pero' separatamente piu' a valle, oppure ai resti dell'Alpe Scarpia
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Per accedere invece direttamente all'Alpe Pissa si deve ancora ridiscendere brevemente la crestina che divide i due canali
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La crestina che stiamo percorrendo andra' ad esaurirsi poco piu' sotto nel punto di confluenza dei due canali, ma prima bisogna superare un punto un po' ripido appena oltre il dosso
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Prima che la traccia affronti il breve tratto ripido con 2-3 tornantini, si inizia a scorgere sulla destra un secondo pascolo, che e' quello dell'Alpe Pissa
Tratteggiato in giallo il sentiero che scende sul fondovalle della Quarazza fino all'Alpe Prelobia di Sopra tenendo l'altissima cascata sulla destra.
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Ecco la traccia che ridiscende il tratto ripido, tra un tornantino e l'altro, poco prima dell'Alpe Pissa
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L'ultimo tratto della crestina in corrispondenza dell'arrivo all'Alpe Pissa
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Ecco la confluenza dei due canali proprio in corrispondenza dell'Alpe Pissa
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Qui un particolare dal basso che evidenzia in rosso l'accesso al pascolo dell'Alpe Pissa e tratteggiato in giallo l'inizio del sentiero per Prelobia.
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Messaggioda borca99 » gio ott 27, 2011 9:11 am

Questa e' la 'versione video' del percorso con 2 piccole varianti/aggiunte a quanto descritto sopra:
1)parziale proseguimento sulla traccia diretta verso il Rosareccio
(che verra' percorsa totalmente ormai la prossima estate...)
2)discesa da Alpe Pissa ad Alpe Prelobia

[url="http://www.youtube.com/watch?v=WytD8QUwm-I"][/url]

p.s. scusate - ho sistemato gli accenti e le virgolette nella descrizione inserita ieri del percorso
borca99
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Messaggioda vivamacu » gio ott 27, 2011 1:50 pm

Hai percorso la prima parte del sentiero intitolato a Carlo Terzaghi, che dopo aver attraversato tutta la testata della val Quarazza, come hai fatto, si inerpica sul costone detto "Babilonia", che è quello che dal Pizzo Bianco scende sulla Prelobia, per scavalcarlo e condurre ai Laghi Ligher (e da lì, ovviamente, Rosareccio). Sentiero molto difficile, scarsamente segnalato (ometti in sasso nell'attraversamento della Babilonia), poco mantenuto (attenzione se l'anno prossimo vuoi spennellare, è uno di quei sentieri tracciati e segnati da altre sezioni, se non sbaglio Besozzo, ma forse sogno) e pericoloso (un escursionista è morto nel 1999).
vivamacu
 
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Sentiero Terzaghi

Messaggioda Francesco Cribiori » mer apr 23, 2014 2:19 am

Salve a tutti
sono nuovo del forum e dopo averlo letto più o meno approfonditamente mi sono accorto che non sono presenti informazioni sul sentiero in questione. Sarei curioso di sapere la sua reale difficoltà perchè questa estate ho intenzione di partire da Alagna, raggiungere Macugnaga e tornare poi a Carcoforo. Per evitare di scendere fino a Staffa o di raggiungere (in pratica) il lago delle Fate e poi risalire fino al pizzo Nero via Laghetti avrei voluto seguire il sentiero in questione. Ho con me un paio di compagni non espertissimi e ricordo che da ragazzo il Don Maurizio parlava della traversata Zamboni-Lanti come di un percorso da evitare assolutamente.
E' così terribile? Ho visto il video di Borca99 che ne affronta la prima parte (poco segnata ma per nulla impegnativa) ed il suo reportage su Crocette-Caspisana-Ligher-Colletto Pizzo Nero, Rosareccio-Pecetto (rampega mica male ma anche qui si sta tranquilli). L'incognita è quindi il costone Babilonia.
Com'è??

Grazie in anticipo per i suggerimenti.
Francesco Cribiori
 
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Messaggioda iso hirvi » mer apr 23, 2014 12:12 pm

Sentiero è un'eufemismo, chiamiamola al massimo traversata.

<b>-polemica on-</b> Il fatto che sia segnata su certe cartine è scandaloso ed irresponsabile, chi ebbe la "brillante" idea di dare un nome al percorso dovrebbe anche occuparsi della messa in sicurezza <b>-polemica off-</b>

Il don Maurizio ti consiglio bene, "evitare" rende bene l'idea. Il Borca, nel video che indichi non percorre quella traversata, se ricordo bene ne accenna solo.

Io non ho mai percorso integralmente il terzaghi, l'unica esperienza in quei posti è stata durante un soccorso alpino per un recupero, la situazione e la giornata umidiccia cotribuirono lasciando una brutta impressione di quel posto.


Se chi ti accompagna non è esperto hai un'altra ragione per evitare, quello è un posto per cacciatori Macugnaghesi, alpinisti, pastori di capre o aspiranti suicida.
Quello non è posto per guide escursionistiche, escursionisti espertissimi o similari.

scusa la crudezza del messaggio ma la ritengo necessaria per spiegare la situazione.
iso hirvi
 
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Messaggioda davide rabbogliatti » mer apr 23, 2014 2:13 pm

concordo con Fulvio.
per pochi e che conoscono molto bene la zona.
dai Francesco scendi fino a Staffa che ne vale la pena e buone passeggiate.
davide rabbogliatti
 
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Messaggioda dreamer » mer apr 23, 2014 2:21 pm

anche 'babilonia' rende bene l'idea; se non sai dove andare e hai anche la sventura di beccare tempo anche solo bruttino con un po' di nebbia, ciao ciao... c'è gente che ci ha lasciato le penne lassù [8].

a quanto mi hanno raccontato, il cosiddetto 'sentiero terzaghi' è stata un'invenzione di una qualche sezione cai di pianura per ricordare un loro socio, che però si è limitato (con certezza) ad un'unica tracciatura in quell'occasione, credo inizio anni '80, poi praticamente più nulla; ne risulta una trappola per chi non conosce la zona. inoltre va in zone a segnale cell a quanto mi risulta scarso, con poca acqua e a quote che cominciano ad essere importanti.

se non vuoi cacciarti nei guai, evita; piuttosto fermatevi al lanti, vero che dopo dovreste scendere di 600mt per risalire di circa 1100 nel vallone di caspisana, ma sempre meglio di restare incrodati da qualche parte, che poi tocca al sagf recuperarvi...

ti do un'alternativa: anzichè alagna-turlo-lanti-terzaghi-piani alti-zamboni, valuta questa: alagna-turlo-lago fate-bletza-lago secco-piani alti-zamboni; vero che scendi fino al lago, ma questo è segnato e arrivi cmq al rifugio. saranno 3h, max 4 dal lago, a occhio.
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Messaggioda Francesco Cribiori » mer apr 23, 2014 3:02 pm

grazie mille per la celerità.

ok più che convinto nell'evitare il Babilonia. Penso che seguirò il percorso Crocette-Caspisana-Ligher-Colletto Pizzo Nero (se il meteo lo permette) giusto per metterci qualche cimetta di mezzo.

Al Lanti pernottiamo poi a seconda del tempo e delle gambe vedremo se fermarci allo Zamboni o proseguire per Belloni o Hinderbalmo (spero sia scritto giusto). A Carcoforo tornerei passando per la Val Moriana pernottando all'omonimo bivacco.

Grazie ancora per l'avviso.
Francesco Cribiori
 
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Messaggioda dreamer » mer apr 23, 2014 4:10 pm

- occhio cmq al tratto ligher-colletto, il sentiero lì sparisce spesso e volentieri nell'erba, senti eventualmente il cai macu per info aggiornate e/o per una dritta sulla via di salita

- non credo sia tracciato neanche il rientro su carcoforo via bocchetta di moriana, anche su questo informati, per certo si rientra su carcoforo via lago fate-crocette-quarazzola-passo miniera-colle badile
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Messaggioda Francesco Cribiori » gio apr 24, 2014 12:14 pm

Per il tratto ligher-colletto me lo ricordo abbastanza per averlo visto dall'alto anni fa.

Per il passo della Moriana ho visto le foto del reportage di Borca e penso che (tempo permettendo) dormendo al bivacco ci sia tempo per cercare con calma la via giusta. Per tornare dalla Miniera non saprei come gestire il giro per il pernottamento della terza notte (Lanti la prima - Belloni/Hinderbalmo la seconda - Moriana la terza al momento).
Arrivare in Val Sesia in giornata sarebbe una bella tirata.
Francesco Cribiori
 
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Messaggioda moco » gio giu 19, 2014 4:09 pm

Ave al Forum,
volendo provare un itinerario alternativo, qualcuno mi sa dire come andare al Turlo dalla Quarazzola? Si scollina a destra o si sale fino alla cresta e si segue verso SW? Esiste qualche resoconto, traccia, ossa o teschio da seguire? C'è qualche volontario che venga a recuperare la salma?

Grazie
moco
 
Messaggi: 20
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