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Messaggioda ANDREA66 » mar giu 12, 2007 12:44 pm

Una delle mie passioni, come forse qualche frequentatore del sito avrà intuito, è la corsa in montagna. Due domeniche fa partenza dalla piazza del municipio, direzione lago delle fate per la strada nuova. Ritorno per la carrabile vecchia, giu' verso Isella, percorsa da ormai 35 e piu' anni innumerevoli volte. Mentre corro in discesa ricordo le prime gite delle mia infanzia, con tutta la famiglia, meta principale i dintorni del lago o i casolari della ex miniera, che ho imparato da piccolo a chiamare "città morta". In seguito le gite si sono fatte piu' lunghe, alpe Piane, poi bivacco Lanti, una vera novità per me negli anni '70. Mentre corro ricordo la prima volta al Turlo, io e mio padre. Dovevo avere sette anni se ben ricordo, ed è un ricordo epico, come un lungo viaggio. Mi vengono in mente gli ultimi tornanti, sepolti ancora dalla neve nonostante si fosse in piena estate. Era un altro clima, anche se appena 35 anni fa. I corni di Faller, con i loro piccoli ma severi ghiacciai, mi facevano sentire in alta montagna.
Attraverso Isella, passo davanti alla chiesetta, nei vicoli con le belle case walser ben tenute. Ci sono passato davanti centiania di volte, ma le guardo sempre con meraviglia, come la prima volta. Riempio la borraccia alla fontana di fianco alla chiesa. Da piccolo era una beevuta "a canna".
Si riprende a salire lungo l'Anza, tralascio il ponte per Staffa e proseguo per la nuova pista da fondo. Si corre bene, ha smesso di piovere da poco, il clima è ideale.
Attraverso il ponte di Pecetto e passo vicino al rudere della funivia di Rosareccio. Anche qui ricordi a iosa. La gita classica, forse la piu' amata: salita in funivia ai piani alti, sentiero per la Pedriola, pic nic sui prati. Lo zaino di mio padre risalente all'ultima guerra, le scatolette di simmenthal, i panini ..... mia madre che si raccomanda con noi bambini di non lasciare niente in giro .... partenza per il Belverdere e discesa a Macu.
Sono ai Burki e rallento, perchè il sentiero prende quota. Qui i ricordi passano in secondo piano, devo concentrarmi per allenarmi bene.
Al Saronno attraverso la nuova pista. Sembra ben fatta, se la inerbassero pero' sarebbe decisamente meglio. E' una novità, penso fra me, e come a tutte le novità bisogna abituarcisi.
Gli ultimi tornanti del sentiero e sono su'. Davanti all'arrivo delle seggiovia solo due turisti che fanno foto, termino la mia corsa sulla cresta della morena. Le ultime nuvole se ne vanno, è forse un regalo per il mio arrivo? Ecco la Est, alla quale dedico cinque minuti di silenzio e di ammirazione. Si, è meglio del Bianco. Forse gli sta alla pari la triade Eiger-Jungfrau-Monch dalla Kleine Sheidegg, ma alla Est sono attaccato come a nessuna altra montagna. Sono lì e guardo, contento di guardare.
Ora scendo perchè se no mi raffreddo, ed in maglietta tecnica, pantalondini e portaborraccia non è proprio l'ideale. La corsa in discesa non lascia piu' spasso ai sentimentalismi perchè richiede attenzione, le radici affioranti, qualche salto ..... si, è bello allenarsi qui, peccato che devo partire, l'Hinterbalmo sarebbe lì, a portata di mano, stambecchi, camosci, la cerchia del Rosa nella sua interezza ..... sarà per la prossima volta, pazienza.
Sono ai Burki, la sterrata invita a lasciare girare le gambe veloci. Pochi minuti ed eccomi a Pecetto. Alla prossima magia, mi riprometto.
ANDREA66
 
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