Zamboni-Canale Chiovenda-Colletto del Pizzo Bianco


Zamboni-Canale Chiovenda-Colletto del Pizzo Bianco

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Zamboni-Canale Chiovenda-Colletto del Pizzo Bianco

Messaggioda borca99 » mar ott 04, 2011 11:40 pm

<b>Rif. Zamboni (2'070 mt) – Colletto del Pizzo Bianco (2'880 mt)</b>

Difficolta’ EE con le seguenti caratteristiche :

1)Lunghezza :
Zamboni – Inizio Canale Chiovenda : 30 min
Inizio Canale Chiovenda – Colletto del Pizzo Bianco : 2.30

Naturalmente a questi tempi bisogna aggiungere il trasferimento da Macugnaga al Rifugio Zamboni

2)Stato del sentiero :
Dal Rifugio Zamboni all’attacco del Canalone Chiovenda : ottimo e ben tracciato
Risalita del Canale Chiovenda :
Parte bassa traccia abbastanza visibile e con vecchi segnali, Parte alta solo a tratti visibile e completamente su sfasciumi molto instabili. Priva di marcatura

3)Ripidezza : In piano dalla Zamboni all’attacco del Chiovenda poi salita di discreta ripidezza e sempre costante fino al Colletto

4) Affollamento : abbastanza frequentata la piana della Zamboni, poi nullo o quasi

5) Segnale del cellulare : Nullo ovunque

<b>IMPORTANTE:
DA NON PERCORRERE IN MESI DIVERSI DA LUGLIO, AGOSTO E META’ SETTEMBRE PER QUASI SICURA PRESENZA DI NEVE NELLA PARTE ALTA DEL CANALE CHIOVENDA CHE TRA L’ALTRO, PER GRAN PARTE DELL’ANNO, E’ SOGGETTO A VALANGHE ANCHE DI ENORMI PROPORZIONI</b>

Ecco come sono le varie sezioni del tragitto

<b>Rifugio Zamboni – Canale Chiovenda</b>

Il sentiero e’ gia’ ben visibile, anche se non marcato, partendo appena oltre il Rifugio Zamboni
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Immediatamente si attraversano i pianeggianti prati verdi
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Si vedono quasi subito in lontananza due enormi massi che sono un ottimo punto di riferimento per trovare l’imbocco del Canale Chiovenda che si trova ai piedi del bacino del Lago delle Locce indicato dalle frecce gialle
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Percorriamo sempre in piano i pascoli della Zamboni e ci avviciniamo rapidamente al Lago delle Locce
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Il puntino giallo indica il punto di partenza alla Zamboni
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In fondo alla pianura proprio alla base del terrapieno che contiene il Lago delle Locce si raggiunge una struttura di cemento tipo acquedotto
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Subito dopo raggiungiamo i due grossi massi posti proprio nel mezzo del torrente, presso i quali il sentiero si divide. La parte gialla tratteggiata prosegue per risalire il Lago delle Locce e per proseguire verso il Colle delle Locce, mentre la parte rossa sulla sinistra affronta il Canalone Chiovenda
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Ecco il bivio da un’altra prospettiva. L’imbocco del nostro sentiero e’ indicato da un ometto di pietra e da un segno di vernice gialla
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<b>Canale Chiovenda – Colletto del Pizzo Bianco</b>

Appena imboccato il sentiero ci giriamo all’indietro e vediamo:
Cerchiati in giallo: i due grossi massi che vedevamo gia’ dalla Zamboni
Puntino verde : la zona dell’acquedotto descritto prima
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Iniziamo a salire e lasciamo sulla destra la traccia per il Lago delle Locce che si trova sulla sommita’ cerchiata in giallo
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La parte iniziale del sentiero e’ marcata con delle strisce gialle sui massi, ma la marcatura sparira’ a meta’ del canale
Qui addirittura 3 segni (inutili) in pochi metri
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Altri segnali sono ben posizionati e visibili anche da lontano per dare un’idea della direzione da seguire anche non seguendo fedelmente la traccia
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Inizialmente il terreno e’ abbastanza buono su misto erba-sassi
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A tratti si attraversano zone perturbate da massi di medie dimensioni (nel cerchio addirittura una freccia)
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Si riprende a camminare su erba stando nel centro del canalone. La traccia e’ abbastanza ben individuabile anche se i segnali gialli a cui ci si era abituati spariscono
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Si aggira un piccolo sperone roccioso stando sulla sinistra
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Si riprende a camminare ancora senza problemi su erba seguendo la traccia
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Stiamo per avvicinarci alla zona ‘critica’ della salita, segnata in giallo.
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Sempre piu’ da vicino
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Il terreno inizia a diventare pietroso e la pendenza aumenta. Ci si orienta anche con degli ometti ben posizionati
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Appena prima del tratto critico si inizia a camminare su una scivolosa ghiaietta e su pietrisco non stabile. La pendenza tuttavia non e’ ancora eccessiva
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Ci avviciniamo ad una bassa parete rocciosa che dovremo costeggiare sempre su terreno scivoloso ma con pietrisco ai margini della traccia
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Arrivati a questo punto tutto cambia. Il terreno oltre ad essere ripido e’ anche ricoperto da pietre che per il 90% non sono stabili e scivolano immediatamente a valle appena sfiorate.
Non si tratta di un tratto particolarmente esposto anche se una scivolata qui potrebbe causare una rovinosa caduta.
Il pensiero che deve attraversare da qui in poi chiunque affronti questo tratto e’ uno solo : evitare di colpire eventuali persone che si trovano piu’ in basso con sassi spostati da noi stessi e soprattutto stare molto attenti a non prendere sassi in testa spostati da chi si trova eventualmente sopra di noi.
In altre parole e’ pericolosissimo affrontare questo percorso con altre persone nei paraggi sopra o sotto e per estrema cautela sarebbe quasi consigliabile un caschetto
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Per sicurezza ci si puo’ assicurare ogni tanto alla parete rocciosa alla nostra sinistra, anche se una caduta non dovrebbe portare a gravissime conseguenze in quanto la pendenza non dovrebbe portare ad uno scivolamento incontrollato a valle
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Cerchiati in giallo i sassi e la ghiaia totalmente instabili e che se sfiorati cadrebbero probabilmente a valle
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Qui per fortuna costeggiando la parete c’e’ una striscia di erba su cui si puo’ camminare bene assicurandosi sempre alla roccia dove si puo’. Cerchiati in giallo sempre i sassi instabili
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Qui siamo sulla sommita’ del salto roccioso con la totalita’ delle pietre non ancorate al terreno
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Da qui in poi la pendenza diminuisce ma l’instabilita’ delle pietre e’ sempre notevole almeno fino alla riga gialla dove inizia sfasciume con massi piu’ grossi e piu’ stabili
Il puntino giallo e’ il Colletto del Pizzo Bianco
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Uno sguardo all’indietro verso il tratto appena superato. Righe gialle indicano il salto roccioso con cambio di pendenza
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Appena sopra si deve procedere ancora con estrema cautela per non provocare cadute di sassi su eventuali persone a valle.
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Come dicevo l’ultimo tratto si svolge su grossi sfasciumi e con pendenza minore anche se sono sempre presenti massi instabili e che scivolano a valle
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Eccoci sul Colletto del Pizzo Bianco che e’ un grande falsopiano delle dimensioni di circa 100 mt x100 mt. Le linee gialle indicano il limitare del falsopiano e l’inizio del Canale Chiovenda
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L’imboccatura della traccia per la discesa e’ segnalata da ometti di pietra
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Questo e’ il grande falsopiano del Colletto del Pizzo Bianco su cui si trova quasi sempre un nevaio. Tratteggiato la presumibile direzione per il Pizzo Bianco (non verificata)
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E' consigliabile accedere al Pizzo Bianco dal Rosareccio e dal Colletto del Pizzo Nero descritti nella sezione apposita. Tragitto forse piu’ lungo ma senz’altro piu’ sicuro del franoso ed ombroso Canalone Chiovenda che, a parte la fantastica vista sulla vicina parete est, offre solo insidie e disagi durante la camminata.
Molto apprezzato e' invece nei mesi invernali lo stesso percorso
da chi pratica heliski
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Messaggioda borca99 » ven ott 07, 2011 2:35 pm

Ecco un video sul Chiovenda

[url="http://www.youtube.com/watch?v=uwJ1LFHuKck
"][/url]
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