Bivacco Lanti - Colle del Piccolo Altare


Bivacco Lanti - Colle del Piccolo Altare

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Bivacco Lanti - Colle del Piccolo Altare

Messaggioda borca99 » ven ott 30, 2009 9:09 am

Biv. Lanti ( 2150 mt) – Colle del Piccolo Altare (2630 mt)

Difficolta’ : EE considerando che in realta’ si deve partire da Isella/Lago delle Fate

1)Lunghezza : 1,45 h dal Biv. Lanti

2)Stato del sentiero : Appena visibile la traccia ma recentemente molto ben segnato.

3)Ripidezza : Ripidezza media la prima parte poi via via piu’ ripido ma mai verticale dalla meta’ in poi

4) Affollamento : praticamente nullo

5) Segnale del cellulare : nullo anche se con Vodafone si riesce in qualche momento a mandare e ricevere sms

Due piccoli consigli :
La quasi nulla copertura della rete mobile e l’altrettanto quasi nulla possibilita’ di incontrare qualcuno al di sopra del Biv.Lanti consigliano di non intraprendere il percorso da soli.
In caso di necessita’ mentre ci si trova nella parte alta tenere presente che e’ molto piu’ vicino il primo nucleo abitato nel versante opposto (Rima) che nella Val Quarazza.
Inoltre sul passo c’e’ un rifugio di emergenza.

Ecco come sono le sezioni del tragitto :

<b>Primo tratto dopo il Biv. Lanti </b> :
Dopo il Biv. Lanti (vedere sezione del Turlo per il tratto Lago delle Fate-Biv. Lanti) continuare per circa 15 minuti lungo la vecchia mulattiera militare che conduce al Passo del Turlo.
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Dopo 6-7 tornanti di poco ripida e confortevole mulattiera si incontra su un falsopiano il quasi completamente abbattuto cartello giallo che indica il bivio per il Colle del Piccolo Altare.
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A quel punto si abbandona la mulattira del Turlo voltando a sinistra in direzione di un crinale erboso che percorriamo sulla sua sommita’.
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Il sentiero e’ gia’ poco visibile in questo tratto iniziale tuttavia i freschissimi e numerosi segnavia e quelli un po’ piu’ datati non ci possono far sbagliare la direzione da prendere che comunque anche ad occhio nudo e’ ben intuibile.
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In questo primo tratto si percorre un pratone che piano piano assume le sembianze di una piccola cresta.
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In tutta questa prima sezione non e’ assolutamente imperativo seguire fedelmente la traccia del sentiero ma e’ sufficiente salire verticalmente puntando le pareti rocciose che vediamo in lontananza.
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Anche stando a distanza dal sentiero vero e proprio i segnavia sono sempre ben visibili parallelamente a noi quindi siamo completamente liberi di salire dove ci piace di piu’.
L’unico consiglio e’ forse costeggiare sulla sinistra il sentiero anziche’ sulla destra in quanto dopo una ventina di minuti si devono superare dei piccoli salti rocciosi che si trovano davanti a noi sulla destra e che il sentiero risale sul suo lato sinistro.
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Voltandoci indietro si intravede non lontano da noi la mulattiera del Turlo che teoricamente puo’ essere lasciata (o raggiunta se si scende..) in un punto piu’ alto che quello del bivio descritto prima (linea tratteggiata)
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Il sentiero e’ a tratti ancora distinguibile
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Dal basso si intravede, indicato dalla linea gialla un piccolissimo falsopiano su cui bisognera’ passare in cima ad un dosso
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Qui siamo sul piu’ a monte del piccolo balzo roccioso (segnato dalle frecce) che si vedeva dal basso
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<b>Secondo tratto fino al Colle del Piccolo Altare</b>
A questo punto la pendenza aumenta e soprattutto si intravedono dei grandi massi sui quali presto ci troveremo a camminare.
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Si abbandona quasi completamente il terreno erboso e si cammina su massi sempre piu’ grossi ma gli ottimi segnavia ci fanno orientare alla perfezione considerando che in questo tratto e’ impossibile parlare di ‘sentiero’.
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In un piccolo falsopiano i segnavia sono disposti perfettamente.
Se i massi dovessero essere umidi la salita sarebbe piu’ problematica non solo qui ma su tutto questo secondo tratto.
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Finita la zona di enormi massi si riprende a salire ripidamente su terreno ghiaioso e sempre sassoso
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Panorama sulla Quarazza alla nostra sinistra salendo
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Quando si arriva appena sotto alla parete rocciosa davanti a noi si volta a sinistra procedendo in traverso e in leggera salita per il tratto finale che ci separa dal passo. In questo ultimo tratto lungo un centinaio di metri si procede in orizzontale su un terreno molto scivoloso su di un ghiaione instabile, comunque mai pericoloso in quanto la pendenza sotto di noi alla nostra sinistra non e’ eccessiva.
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Gli ultimi 15 metri sono su grossi massi ma si procede comodamente tra di essi fino alla cima.
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Dalla parte opposta il versante e’ sorprendentemente meno ripido che nel lato della Quarazza e balza all’occhio immediatamente l’abitato di Rima che in linea d’aria sembra molto vicino.
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Questo e’ invece il piu’ aspro panorama alle nostre spalle verso la Quarazza.
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Proprio sulla cima, appena oltrepassata la cresta, c’e’ il Bivacco Axserio al cui interno non c’e’ granche’, ma che puo’ rappresentare un buon punto d’appoggio in caso di necessita’.
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Dentro c’e’ una stufa (la legna bisogna portarsela da casa...)e qualche branda ma senza nient’altro e i notevoli spifferi d’aria non devono garantire un piacevolissimo soggiorno ma meglio che niente.
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All’esterno inizia subito la discesa su Rima che e’ tutta su una comodissima mulattiera pietrosa e a gradini che ricorda un po’ quella del Turlo anche se e’ piu’ stretta.
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Ad occhio la discesa su Rima non deve durare piu’ di un paio di ore e dopo il ripido iniziale si intravedono dei bei pascoli in lontananza.
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Cosi’ appare il passo arrivando da Rima
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