I GHIACCIAI

Le masse glaciali che ricoprono la testata della conca di Macugnaga sono il ricordo dell’ultima grande glaciazione, terminata circa 10000 anni fa, quando una coltre stimata in circa 1500 metri di spessore ricopriva la valle Anzasca e scendeva fino alla valle del Toce per poi raggiungere le morene terminali ancora oggi visibili nelle prealpi varesine. Successivamente i ghiacciai si sono sempre più ritirati, in seguito al progressivo innalzamento delle temperature, lasciando però imponenti testimonianze del loro passaggio: i depositi di massi e detriti trasportati fino alle soglie della pianura, la tipica forma a U della valle del Toce, le numerose valli laterali pensili, i circhi glaciali, e la modellazione delle rocce su cui scorrevano. A Macugnaga un esempio evidente è la bastionata rocciosa del Morghen, sagomata dai ghiacciai con superfici arrotondate a monte e spigolose a valle.

Ancora oggi la parete Est del Monte Rosa è il regno di rocce e ghiacci che precipitano verticali per 2000 metri dalle cime più alte, ultimi residui delle imponenti avanzate causate dalla piccola età glaciale che ha caratterizzato i secoli centrali dello scorso millennio. Il ghiacciaio più esteso nel territorio di Macugnaga è quello del Belvedere, che si spinge con la sua lingua bilobata fino a 1800 metri di quota; con una superficie di circa 5 km2 è anche il più vasto dei ghiacciai piemontesi. È un ghiacciaio nero: la superficie del suo bacino di ablazione è ricoperta dai detriti che nel corso dei secoli sono stati erosi e trasportati a valle, e che oggi, sottraendolo all’azione diretta dei raggi del sole, ne rallentano lo scioglimento. È anche uno dei pochi ghiacciai italiani che è stato per alcuni anni in controtendenza, estendendo la propria superficie e in alcuni casi superando le morene storiche ottocentesche, non per aumento della massa glaciale, ma forse a causa di un fenomeno di surge (scivolamento veloce verso valle dell’intera massa glaciale).

A quote più elevate imbiancano ancora la parete Est i ghiacciai di Signal, del Monte Rosa, di Nordend, di Roffel. Il canalone Marinelli è il celebre scivolo ghiacciato che precipita inconfondibile al centro della parete Est, ormai assai ridotto nei mesi estivi; la deglaciazione causata dal riscaldamento del clima nell’ultimo decennio ha causato effetti visibilmente imponenti sui bacini dei ghiacciai del Piccolo Fillar, di Castelfranco, del Pizzo Bianco e delle Locce, il cui confronto con le testimonianze fotografiche dei decenni passati è ormai impietoso.