Rifugi e Bivacchi

Rifugio: nido d’aquila, approdo sicuro, casa accogliente. Le nostre montagne ne contano molti, posizionati in luoghi ameni o punti cruciali delle escursioni e delle scalate. I libri dei rifugi sono specchi di un’umanità assai varia: semplici escursionisti che cercano un po’ di evasione dal grigiore e dalla monotonia, affermati personaggi ansiosi di misurarsi con le pareti del Rosa o appassionati che, anno dopo anno, annotano impressioni, pensieri e cambiamenti della montagna e della propria vita.

Vengono qui presentati prima i rifugi, poi i bivacchi, posti in esclusivo ordine di altitudine, non certo di importanza. E’ indicato il livello di difficoltà dei sentieri che portano al rifugio/bivacco (T: turistico; E: escursionistico; EE: per escursionisti esperti); l’asterisco indica la raggiungibilità solo tramite vie alpinistiche.

– Rifugio Cai Saronno (m. 1827) – da Pecetto 1h15′ (+465 m), dal Belvedere 5′ (-87 m); T
Si trova poco più a valle del Belvedere, in una bella conca morenica circondata da abeti. La costruzione originaria risale al 1855, ed era il Ristorante Belvedere per coloro che salivano ad ammirare la parete est del Monte Rosa. E’ solo dal 1975, però, che svolge la funzione di rifugio sotto la proprietà del Cai di Saronno, che lo ha ristrutturato; la struttura viene data in gestione a gruppi organizzati.

Escursioni: al rif.Zamboni Zappa (50′, +233 m), al biv.Belloni (2h, +682 m), al rif.Sella (3h30′, +1202 m), al rif.Marinelli (3h30′, +1209 m), al Sentiero Naturalistico (circa 2h fino a Pecetto, -465 m), tutti via Belvedere.

– Rifugio Rodolfo Zamboni e Mario Zappa (m. 2070) – da Pecetto via Belvedere 2h (+708 m), da Pecetto via Rosareccio 2h30′ (+708 m), dal Belvedere 45′ (+156 m); E
Classica meta escursionistica facilmente raggiungibile da Macugnaga, è situato poco oltre l’alpe Pedriola, nella verde piana erbosa ricca di massi sovrastata dal monte Rosa. Nel 1925 fu inaugurato l’originario rifugio Zamboni; il rifugio Zappa vi fu affiancato nel 1955 per far fronte al sempre maggiore afflusso di alpinisti ed escursionisti. Svolge funzioni di alberghetto da giugno a settembre, offrendo un totale di 74 posti letto. Per i restanti mesi dell’anno rimane sempre aperto, ma incustodito, il locale invernale (rifugio Zamboni). Nei pressi alcuni massi erratici sono stati attrezzati come palestre di arrampicata. Il rifugio è ogni anno sede, alla fine di luglio, di corsi di alpinismo.

Escursioni: in pochi minuti si possono raggiungere la cappella Mazza (giusto dietro al rifugio), la cappella Pisati (5′, sul bordo morenico di fronte), la cappella Zapparoli (10′, sotto alla punta Battisti), il lago delle Locce e il lago Effimero (20′, +139 m), punti di osservazione straordinari del monte Rosa nella selvaggia bellezza dell’ambiente di alta montagna. Per escursionisti esperti: Punta Battisti via colle Bortolon – ferrata (2h, +439 m), Pizzo Bianco via canalone Chiovenda (3h30′, +1145 m), rifugio Marinelli (3h30′, +966 m).

Ascensioni alpinistiche: verso tutte le cime del monte Rosa, dalla punta Grober fino allo Jagerhorn.

– Rifugio Gaspare Oberto e Paolo Maroli (m. 2786) – da Staffa 4h (+1559 m), dall’arrivo della funivia 5′ (-28 m); E
Si trova nei pressi del Passo di Monte Moro, lo storico valico da cui discesero i Walser per colonizzare la piana di Macugnaga. Oggi è sul percorso del Tour del Monte Rosa (TMR) e del Trekking dell’Ossola, nonchè direttamente sulle piste da sci. Il primo rifugio fu aperto nel 1921 e dedicato a Giovanni Bionda, primo caduto della Grande Guerra; divenne poi rifugio Gaspare Oberto, celebre guida di Macugnaga, sotto la proprietà del Cai di Malnate, e infine rifugio Oberto-Maroli, dopo la ricostruzione seguita ad un incendio nel 1994. Il rifugio è aperto con funzioni di alberghetto da giugno a settembre e da dicembre ad aprile; offre 26 posti letto. Nei restanti periodi dell’anno rimane aperto, incustodito, il solo locale invernale.

( foto 113)

Escursioni: in 10′ alla Madonna delle Nevi o in 15′ al Passo di monte Moro (+82 m); a Mattmark (2h, – 612 m; da lì a Saas Almagell e a Saas Fee). Per escursionisti esperti: traversata verso il vallone di Mondelli (1h al Passo, +55 m, dove ogni 17 agosto si celebra la Messa a ricordo di contrabbandieri e finanzieri caduti in montagna) o verso il passo di Antigine (3h, +48 m) e la valle Antrona.

Ascensioni alpinistiche: alle cime vicine (Joderhorn e Strahlhorn in particolare); splendida è la Traversata dei Camosci, che per roccia e ghiaccio conduce al rifugio Sella in circa 5h (+243 m).

– Rifugio Eugenio Sella (m. 3029) – da Pecetto 4h30′ (+1657 m), dal Belvedere 3h (+1115 m); EE
Posto su una dorsale rocciosa che dalla Punta del Nuovo Weisstor scende verso i pascoli di Roffelstaffel, il  rifugio fu costruito nel 1891. L’attuale aspetto risale però agli anni Cinquanta; oggi è di proprietà del Cai di Domodossola e di Macugnaga. Le mutate condizioni ambientali della montagna degli ultimi anni hanno reso pericolose sia le vie normali di salita al rifugio, sia le vie alpinistiche a cui il rifugio faceva da appoggio (Cima Jazzi e altre vette del Rosa attraverso il Passo Jacchini). Di conseguenza da un paio di anni è aperto il solo locale invernale, incustodito; offre coperte, fornello a gas e acqua di fusione nelle vicinanze.

Ascensioni alpinistiche: Cima Jazzi, Cime di Roffel, Strahlhorn, discesa verso Zermatt; la Traversata dei Camosci lo mette in comunicazione con il Passo di monte Moro in circa 5h (-243 m).

– Capanna Regina Margherita (m. 4554; *)
E’ il rifugio più alto d’Europa: si trova sulla cima della punta Gnifetti dal 1890. Alla primitiva capanna osservatorio si è sostituita dal 1980 l’odierna struttura di tre piani, capace di 77 posti letto; è aperta da metà giugno a fine settembre, nei restanti periodi rimane aperto il solo locale invernale, non custodito. La sua salita da Alagna o Gressoney, utilizzando gli impianti fino a Punta Indren e pernottando ai rifugi Città di Mantova o Gnifetti, è un classico fra le ascensioni in montagna. Dal versante di Macugnaga, invece, può essere raggiunta solo per vie alpinistiche (cresta Signal la più facile – IV grado; via dei Francesi la più lunga  e pericolosa – oltre 12 ore).

(foto 116)

Ascensioni alpinistiche: traversate verso le altre cime del monte Rosa o verso Zermatt, Alagna, Gressoney.

– Bivacco Amici della Val Moriana (m. 1795) – da Pestarena 2h (+760 m); E
E’ una costruzione ricavata ristrutturando una baita dell’Alpe Moriana, sopra Pestarena. Di proprietà del Cai di Macugnaga, è stato inaugurato nel 1999 grazie all’interessamento di alcuni residenti fissi e villeggianti che formarono il Gruppo Amici della Val Moriana; offre 6 posti letto, riscaldamento a legna, coperte e acqua nelle vicinanze ed è sempre aperto, incustodito. Raggiungibile facilmente da Macugnaga, non altrettanto facili sono le ascensioni alle cime vicine, alpinistiche, o le traversate verso i valloni di Tignaga e di Carcoforo, raccomandabili solo ad escursionisti esperti. Ma la bellezza del luogo rende il solo bivacco una meta di sicura soddisfazione.

Per escursionisti esperti: traversata verso Carcoforo attraverso il passo della Moriana (circa 2h al Passo, +704 m) o in val Tignaga (Ceppo Morelli) per la Bocchetta di Moriana (circa 2h alla bocchetta, +700 circa)

– Bivacco Bob Kovacs (m. 1910) – da Pecetto 1h30′ (+538 m), dal Belvedere 1h (-4 m); E
Ricavato da una baita ristrutturata dell’Alpe Hinderbalmo, è stato costruito nel 1978 attraverso un’ottima azione di recupero del patrimonio alpestre di abitazioni e stalle un tempo utilizzate dai pastori; si trova nel mezzo dell’Oasi Faunistica del monte Rosa. Offre stufa a legna, coperte, acqua nelle vicinanze e può ospitare fino a 4 persone. E’ sempre aperto, incustodito.

Escursioni: al Faderhorn (pizzo Croce; 1h30′, +565 m); agli alpeggi alti: Fad (5′, +40 m), Roffel (30′, +80 m), Stenigalchi (1h, +241 m)

– Bivacco Emiliano Lanti (m. 2150) – da Isella 3h (+924 m); E
Sorge al Piano dei Rododendri, lungo la bella mulattiera che risale la val Quarazza verso il Passo del Turlo. E’ costituito da una baita in pietra, preesistente e ristrutturata per l’occasione, affiancata da un prefabbricato in lamiera. Offre 9 posti letto, fornello a gas, coperte e acqua nelle vicinanze. Fu costruito nel 1973 e dedicato ad uno degli ultimi pastori di Macugnaga. E’ l’unico punto di appoggio nella tappa verso Alagna del TMR (il Tour del Monte Rosa).

Escursioni: al passo del Turlo (2h, +588 m), al Piccolo Altare (1h30′, +477 m), alla Bottigia (2h, +459 m); per escursionisti esperti: sentiero Terzaghi, che porta a Rosareccio attraverso i Ligher e il colle del pizzo Nero (circa 6h totali, -63 m)

– Bivacco Valentino Belloni (m. 2509) – da Pecetto via Roffelstafel 3h30′ (+1147 m), dal Belvedere 2h (+595 m); EE
Si trova alla Loccia dei Camosci, sul costone principale che scende dal Gran Fillar. Costruito nel 1950, si tratta di una costruzione in legno ricoperta di lamiera che può ospitare 9 persone offrendo coperte, fornello a gas e acqua nelle vicinanze.

Ascensioni alpinistiche: Piccolo Fillar, Gran Fillar, Jagerhorn, Torre di Castelfranco, cima Brioschi

– Bivacco Giulio Axerio (m. 2627) – da Isella 4h30′ (+1401 m); EE
E’ situato al Colle del Piccolo Altare, valico raggiungibile dal bivacco Lanti, e si affaccia sulla val Sermenza (Rima S.Giuseppe), dalla quale è invece raggiunto con una comoda mulattiera ben mantenuta. Oggi il bivacco è in pessime condizioni, e funge esclusivamente da ricovero di emergenza, essendo totalmente sprovvisto di letti, coperte o altre attrezzature.

Escursioni: è di passaggio nella traversata da Macugnaga a Rima (vi si scende in circa 2h30′, -1216 m)

– Bivacco Damiano Marinelli (m. 3036) – dal Belvedere 3h30′ (+1122 m); EE
Fu il primo bivacco sul territorio di Macugnaga, inaugurato nel lontano 1886 per facilitare, attraverso un posto tappa intermedio, la difficile salita alla Punta Dufour e alle altre cime del Monte Rosa da Macugnaga. Dipinto a strisce bianche e rosse per essere più visibile anche fra le nubi, il bivacco, sempre aperto e incustodito, può ospitare 10 persone, offrendo coperte, cucina a gas e acqua di fusione nelle vicinanze.

Ascensioni alpinistiche: cime principali del monte Rosa (Gnifetti, Zumstein, Dufour, Nordend); Jagerhorn

– Bivacco Città di Luino (m. 3562; *)
E’ una costruzione in lamiera posizionata sulla cresta rocciosa tra lo Schwarzberg Weisstor e le Cime di Roffel; essendo dipinto di giallo, è facilmente avvistabile anche da Macugnaga. Costruito nel 1981 dal Cai di Luino, è dotato di 10 posti letto, ed è sempre aperto, incustodito.

(foto 122)

Ascensioni alpinistiche: Cime di Roffel, Punta del Nuovo Weisstor, Cima Jazzi, Strahlhorn, traversata verso Zermatt

– Capanna Luigina Resegotti (m. 3624; *)
Il bivacco, in legno e lamiera, fu inaugurato nel 1929; si trova nei pressi della Punta Tre Amici, sul versante valsesiano della cresta che sale verso il Colle Signal. Da Macugnaga è raggiungibile risalendo il ghiacciaio delle Locce. Di proprietà del Cai di Varallo Sesia, è sempre aperto, incustodito, e offre 20 posti letto, coperte, stufa a legna, fornello a gas e acqua di fusione nelle vicinanze.

(foto 115)

Ascensioni alpinistiche: cime del monte Rosa; è la base di appoggio per la salita della Cresta Signal verso la punta Gnifetti.

– Bivacco Città di Gallarate (m. 3960; *)
E’ una costruzione in lamiera posizionata dieci metri sotto la cima dello Jagerhorn, ed è quindi raggiungibile solo tramite ascensione a questa vetta. E’ di proprietà del Cai di Gallarate, che lo costruì nel 1956. Può ospitare 9 persone ed è sempre aperto, ma incustodito.

(foto 123)

Ascensioni alpinistiche: Nordend, traversata verso Zermatt

– Altri rifugi e bivacchi in valle Anzasca
Il bivacco Bartolomeo Longa (2035 m) si trova all’alpe Cortenero; si raggiunge da Mondelli per l’alpe Colla in circa 2h30′ o da Ceppo Morelli in 3h – E. E’ ricavato in un’antica baita che, come tutto l’alpeggio, è stato costruito senza far ricorso a legname ma solo alle pietre, caso unico in valle Anzasca. Dal bivacco si può traversare in valle Antrona attraverso il passo delle Lonze o salire alla vetta del Marigal.

Il Bivacco Lamè (2422 m) si trova presso il lago Sfondato; vi si sale da Vanzone in circa 4h con un percorso lungo ma estremamente appagante per vedute e ambienti – EE. Fa da base sia a traversate verso la valle Antrona, sia alla salita alle cime vicine, tra cui la facile e spettacolare vetta del pizzo San Martino, da cui lo sguardo corre su buona parte della pianura padana. foto 125

Il Bivacco alpe Lago (1545 m) si trova in val Segnara, sulla via per Campello Monti; dalla Gurva occorrono 4h30′ di buon cammino in un ambiente pressoché incontaminato – E.

(foto 126)

Il rifugio della Colma (1500 m) è l’ultimo nato; vi si accede in 3h da diverse frazioni di Castiglione – E. Dedicato a don Rossi e a due martiri partigiani, Aldo e Sergio, è posto sulla dorsale tra il pizzo Castello e la Croce del Cavallo, che separa la valle Anzasca dalla valle Antrona.

(foto 127)